A: frutta.
B: estraneo.
C: lanci.
A, B, C. Progressi, novità. Ti osservo e con lucida obiettività vedo come ogni giorno che passa aggiungi tasselli nuovi al tuo obiettivo "CRESCERE". Nella normalità, come ogni altro bambino di cinque mesi e mezzo, ma in questo momento ho te di fronte e non posso che sogghignare per i TUOI progressi.
A.
Ormai da oltre un mese, una volta al giorno, ti pappi la frutta, ora di pranzo o per merenda. Mela o pera, adesso anche il kiwi ( ne vai ghiotta! ma penso sia geneticamente ovvio dato che anche a me e a tuo padre piace tantissimo) e una solo una volta il melone (al mare, mixato alla mela, ma probabile che sia non digeribile dato che poi per tutto il pomeriggio vomitacchiasti no limits) sono i frutti prescelti. Ti sbuccio la quantità decisa e te la grattugio sulla tua grattugetta azzurra. Fino a poco tempo fa ti gustavi il fresco & made-in-home omogeneizzato senza capire bene quale fosse l'inizio e quale la fine. Adesso invece, ormai da una settimana circa, inizi a saltellare sul seggiolino del tavolo non appena tolgo dal lavastoviglie la grattugia. La riconosci! Con assorta ammirazione nonché languorino mi osservi mentre la riduco in poltiglia per poi concederti allo strogolamento! Il cucchiaino mira la tua bocca ma il tuo agitarti (il non saper ancora bene deglutire qualcosa di diverso del mio seno o della tettarella del biberon) provoca una catastrofe generale! La frutta si spiattella ovunque, sul bavaglio, sui tuoi jeans o sul vestitino, appiccichi con le mani dolciastre e zuccherose tutto il tavolo, io cerco di placcarti ma...olè! centro! con l'altra mano, quella che non bloccavo perché intenta a pulirti l'altra, ha rovesciato la grattugia-piattino e adesso ...è da fare di nuovo!
In realtà mi diverto un sacco, adoro vederti in azione, cerco di anticipare le tue mosse e nello stesso tempo le ammiro.....ma la novità fresca fresca è che sei davvero ghiottissima di frutta e dopo avertene data più che abbastanza, considerato la mole del tuo stomaco, inizi a piangiucchiare (non è un vero pianto.....è un dirmi "NE VOGLIO ANCORAAAAAA!!!!!") fino quando non ti taglio un altro spicchio e dopo averla triturata non ti "inietto" altra fruttarella. Molto lentamente, piano pianoooooo, in modo tale che duri tantissimo fino a che non ti stanchi e puoi concederti un sereno "ADESSO SONO PIENA DAVVERO......."
B.
Fin dalle tue prime settimane di vita ero fiera del tuo essere pacifica con tutti. Soprattutto nei mesi successivi, intorno a due o tre, mi piaceva il fatto che tu sorridessi a chi ti prendesse in collo. Mi dicevano e mi dicevo:"E' importantissimo che stia con tutte le persone. Come nelle vita, la sua futura, essere socievole e aperti all'altro sarà garanzia di serenità".
In tutto questo mi ci ritrovavo anche io, la mia capacità di stare a contatto con persone diverse, di ogni "categoria" possibile, colore, razza, religione. Avrò mille e uno difetti ma questa la posso riconoscere una mia dote!
La situazione è cambiata nettamente nelle ultime due o tre settimane. Dato che riconosci con chiarezza i tuoi familiari (a parte io e tuo padre, of course, la nonna Annalisa o al massimo le zie Giulia e Chiara, ma non è sempre detto: se passa troppo tempo dall'ultima volta che le vedi cominci a ringhiare timorosa....), riconosci come estranei anche parenti e appartenenti della mia famiglia. Conclusione: non appena arriva qualche faccia "nuova" e e intenderebbe prenderti in collo pur con mille moine e facce sorridenti, tu non lo accetti e metti su un tegame (= diciamo che "tegame" è termine fiorentineggiante, sinonimo di "broncio") infinito!
Mi ero quasi rattristata pensando che il tuo carattere gioviale si fosse in qualche modo modificato fino a quando ho trovato un lungo articolo su una rivista specializzata che spiega il momento che stai vivendo. Si chiama "crisi dell'ottavo mese": il bambino ha sempre più chiaro quale sia il nucleo familiare, le sue certezze. Qualsiasi persona che il bimbo etichetta come "estraneo" perché non lo vede frequentemente è identificato come possibile nemico, attentatore del suo nido. La reazione più intelligente? Piangere! Leggendo le spiegazioni medico/scientifiche di quelle pagine mi veniva da sorridere. Ritrovavo le tue espressioni, le tue bocche. Così sia dunque anche se due mesi e mezzo in anticipo!
C.
Ultima tappa delle tue nuove. Il fatidico lanciare oggetti per terra!!! Mi ricordo bene questa fase quando Giulia e Chiara erano piccole e anche con te ci siamo nettamente dentro. Che tu sia in collo a noi o seduta sul tuo seggiolino della pappa o nel girello, il tuo obiettivo principale resta quello di gettare il gioco del momento per terra. Ma il buffo arriva adesso: per qualche minuto non dici niente, resti in attesa del mio intervento. Se io non arrivo a raccoglierlo, o perché sono un attimo impegnata o proprio non mi sono accorta, cominci a chiamarmi con tono lamentoso piagnucolante. Altra tappa necessaria: più volte ho letto di come il bambino così voglia generare una causa-effetto, "getto il gioco in terra per capire se mia madre/padre lo raccoglie, se posso contarci, se è presente" (spiegato alla-buona ma realmente così).
Morale: un continuo vai&torna dalla mia postazione alla tua, km su km, un non poter concludere niente per poter essere di nuovo lì da te, piegata in due per raccogliere l'orsetto o le chiavi massaggia gengive ecc....
Sempre più verso l'essere GRANDE!
