lunedì 20 settembre 2010

Il taglio

Fin dal primo momento in cui ho conosciuto tuo padre ho sempre pensato che l'incontro con un mondo/cultura totalmente diverso dal mio avrebbe portato tanto arricchimento ma ci avrebbe, inevitabilmente, posto di fronte anche a bivi diversamente interpretabili. Due culture diverse che di fronte a un problema devono trovare una soluzione. Ho sempre avuto la consapevolezza che magari  per me sarebbe stato "naturale" scegliere la strada di destra mentre quella di sinistra per tuo padre o viceversa. La gioia che porta il lieto fine sta nel fatto che ho anche sempre pensato che non esistono solo le due ufficiali vie di destra e di sinistra ma esistono SENTIERI che permettono di deviare la strada di sinistra e farla avvicinare a quella di destra e viceversa, piccole strade alternative che mettono in connessione le due principali dando l'opportunità di ulteriori connessioni.

Ho sempre pensato che ogni DIVERSITA' se saputa interpretare, invece di divenire AVVERSITA', si trasforma in ricchezza.

Oggi ci siamo trovati a uno di questi bivi. Andare a sinistra? Svoltare a destra? O  cercare di vedre se ci sono viottoli comunicanti? Il tutto sorge fin dalle prime ore in cui sei nata. Occorre precisare che in India appena nasce un bambino è regola rasarlo. Anche ogni due o tre mesi fino ad un anno circa i capelli con un rasoio manuale o elettrico vengono tagliati per permettere al nuovo di arrivare più forte. Questo è il segreto per avere quelle chiome così folte di capelli tanto resistenti: eliminando la "peluria" del cuoio capelluto del piccolo neonato, il bulbo si rafforza fino a generare un capello che altrimenti non sarebbe stato mai potuto essere così vigoroso.

Sulla carta tutto meraviglioso, "molto indiano", fantastico, affascinante, ecc....
Poi però arriva la realtà, la tua gravidanza, il TUO bambino, la tua emotività.

Fin dal primo momento in cui sei nata wappachi (per chi non lo sapesse:"papà" in malayalam) ha provato a convincermi: "Ma rasiamo Dalia, vero? Marta credimi poi le verranno dei capelli bellissimi!", con la luce negli occhi provava a convincere il muro (io) che aveva di fronte.
"Non se ne parla neppureeeeeeee", mi bloccavo al solo pensiero.

Tu sei nata con tantissimiiiiii capelli. Sei stata la coccola del Centro Margherita  e di tutte le sue ostetriche per la storia dei tuoi capelli neri, lunghissimi per una neoanata. A ruota venivano a dirmi in gran segreto ("non è bello da dirsi ma è la verità!" mi dicevano) che eri la loro preferita per come eri particolare, per la quantità della chioma. E ogni persona che abbiamo incontrato, prima di allora sconosciuta, ci ha sempre fermato per la gioia nel vedere un parrucco tanto folto in una bimba così piccola. Figuriamoci se potevo anche solo pensare  di tagliarti i capelli! Ok in previsione di un futuro radioso ma....non se ne parla neppure!

Tuo padre, ciclicamente come un martello pneumatico dalle batterie inesauribili ogni mese mi si riproponeva con questa storia e io la vincevo sempre.
Il caso ha voluto che ieri avessimo la festa dell'ONAM (festa tradizionale del Kerala in cui il raccolto, la frutta e i fiori sono i protagonisti; la festa qui a Firenze è stata organizzata dall'Associazione degli Indiani del Kerala della Toscana e come gli altri tre o quattro ritrovi annuali è dominata da colori, ottimo cibo indiano, tanti bambini, bellissimi sari, lunghi capelli neri, tanti giochi, danze e musica) e gli indiani che abbiamo incontrato, ormai amici, erano più di cinquanta. Tutti gentilissimi ma soprattutto TUTTi con questi CAPELLI NERISSIMI BLU ma soprattutto LUNGHISSIMI E FOLTISSIMI. Compreso i bambini. Innegabile ribadire come tuo padre oggi sia, per l'ennesima volta, sia ricaduto sull'argomento fin dalla mattina. Io so che non è un capriccio il suo, so bene quanto ci tenga perché parte integrante della sua cultura, di come sia normale per lui, di come abbia sempre visto i bimbi di pochi mesi con la testolina rasata. Ma so anche che per me sia anormale e fuori da ogni mia esperienza passata. Oggi però mi sono decisa e poco prima di pranzo ho deciso:"Va bene, tagliamo i capelli di Dalia. Scendiamo a un compromesso: rasiamo la testa ma non il ciuffo, ossia lasciamo sulla calotta superiore dei capelli più corti di come li ha adesso ma comunque abbastanzalunghetti". Tuo padre - ovviamente per la sua incolumità - ha accettato. Ha capito che era il minimo che potessi chiedere.

Per essere sincera già da un mese la famosa chioma di cui sopra parlavo si era dimezzata: hai perso gli ultimi 30 giorni tantissimi capellini, li trovavo ovunque, sul cuscino, nelle lunzuola del tuo lettino, sul divano, nel passeggino, sulle felpine e sulle tue t-shirt. Erano infatti capellini destinati comunque a cadere, certo che magari in maniera meno violenta.

Alla presenza di tua nonna Annalisa ci siamo presi coraggio e dopo qualche attimo di isteria (mia) tuo papà (era concentratissimo per paura di farti in qualche modo male) ha iniziato dal collo a tirar via le tue ciocchette che piano piano cadevano giù. Dopo i primi minuti in cui volevo morire mi sono calmata. Devo dire che ha fatto un buon lavoro e ovvio che tu sei meravigliosa come sempre. Non posso negare però che è stata, e lo è ancora, una grande prova. Mi fido di lui però e ho cercato di venirgli incontro. Come lui farà con me: con cavolo che li taglierà ogni due mesi! una volta è stata e una volta sola sarà!
Adesso mentre scrivo (con una mano sola avendoti in braccio) sei qui che ti appoggi a me, sento bucare sul mio braccio sinistro. Sembri un riccetto appena nato con gli aculei ancora da uscir fuori, eppure lì ben delineati e con tanta voglia di crescere forti e robusti.



Il paragone con il riccio è perfetto anche se i tuoi aculei
 in questo momento, ahimè, sono ancora più corti.......