sabato 1 settembre 2012

La scuola

Come spesso accade, ingigantire non mi dispiace poi tanto. Per una correttezza morale e letteraria il titolo di questo post dovrebbe così recitarsi: "Attendo la scuola" e ancora meglio "Attendendo l'asilo". Ebbene sì, tra circa tre settimane ci sarà il grande debutto in società, in quel tempo in cui il prescolare sarà ormai un ricordo. Sarà il vero distacco per la P R I M A volta dalle gonne di tua mamma, dai pizzi delle nonna, dal longhi di wappachi. Sono curiosa, questo è il vero incipit di tutto il discorso, di sapere se ci saranno urla, grida, strappi di capelli, rotolamenti teatrali per tutta la superficie del pavimento. Tra pochi giorni la riunione con le maestre e poi....inizia la lunga attesa! Io approfitterò del tempo "libero" per massificare la mole di lavoro con la speranza che alla sera possa pensare di avere tralasciata una misura alquanto minore di quanto non stia già accadendo. L'asilo, atteso, desiderato, ricercato. Saranno ben quattro gli anni prima della prima elementare in cui potrai giocare in quel not-white box insieme ai tuoi coetanei, forse un privilegio essere nata in aprile (bambini di gennaio/febbraio/marzo/aprile rientrano nella categoria della cosiddetta "primavera", come se fossero un prolungamento dell'anno precedente). Una volta terminato l'inserimento (io ce ogni giorno per circa due settimane devo fare capolino per poi sparire in base a come decideranno le maestre in modo che tu sai che ci sono e non ci sono e se non ci sono tra poco poi ci sono, insomma...non sono scappata su Marte e dopo i tuoi giochi tornerai da me!). Potremo così avere i nostri spazi, tu approfondire il concetto di CONDIVIDERE ce per adesso non è molto chiaro (MIOOOOOOOOOO ringhi in faccia al bimbo con il quale giochi al mare o in piscina o al parco se cerca di prenderti uno dei giochi in tuo possesso...) ma sembra che sia un male comune tra voi piccoli ed egocentrici mostri! Attendiamo il lodato asilo, fiduciosi e curiosi!

domenica 20 maggio 2012

Pensarti grande, pensarti piccola

Il filo del pensiero inganna e talvolta procede troppo rapido, più veloce del tempo reale. Ed eccomi fin troppo arrogante nel pensarti ormai grande, immaginando questo tuo attuale carattere in una ragazza, in una giovane donna, in una donna adulta. Ma subito dopo rientro in me e m’immergo nel rassicurante e tangibile presente. Guardo quello che sei oggi senza permettere alla mente di vagare, sobbalzare, talvolta vacillare. Dai tuoi venticinque mesi esplori il mondo con curiosità e fermezza. Ogni cosa da vedere o da toccare si trasforma in una sfida per te, per capire fin dove puoi arrivare, fin come e quando e fino a che punto sei in grado di superare l’obiettivo che tenacemente ti poni di fronte. Ti osservo mentre mi chiedi di chiudere la macchina da sola, di mangiare da sola, di lavarti le mani o i denti o tutto il resto da sola, di togliere il dvd dal lettore da sola, di accendere il computer da sola, di versare l’acqua nel bicchiere da sola, di chiudere la videocamera da sola, di fare il disegno da sola, nel mettere il sale nella pentola da sola e ancora e ancora e ancora da sola. Benvenuto tempo della consapevolezza, del volersi migliorare, nel mettersi in gioco da sola! Già a due anni? Ebbene sembrerebbe proprio così. Ti osservo con immaginifico stupore, penso che questa tua tenacia possa essere una perfida e salvifica doppia medaglia: perfida se imboccando la strada non-giusta non facilmente qualcosa o qualcuno potrà distogliere, salvifica perché se decidi di raggiungere una facile, media o difficile sfida non demordi e insisti, insisti e insisti fino ad ottenerla. Non c’è dato sapere, per fortuna. Piccola indianina mia, grazie per lo stupore che ogni giorno ci regali, per la meraviglia dei colori e della luce che in ogni istante irradi intorno a noi. Mi permetti di conoscere meglio anche me, di famri domande e molte volte di non avere le risposte. “Sarà giusto fare così?” o “Avrò preso la decisione migliore?” e “Non sarebbe stato meglio aver agito nell’altra direzione?” e ancora fino all’infinito. Ma ho capito che non ha senso restare infognati in enigmistiche trappole della mente. Sempre e comunque ci sarebbero e ci saranno dei bivi, della scelte da fare, una destra e una sinistra, un chiudere o un aprire. Possiamo scegliere di aprire solo una delle due buste, altrimenti sarebbe come andare all’ippodromo e scommettere su tutti i cavalli in corsa: di sicuro torneresti a casa con la vittoria nelle tasche ma con quale soddisfazione?!? E allora non resta che andare decisi e preferire una delle due opzioni, ora scegliendo di pancia e di istinto, adesso con la testa e la ragione. Che sia quel che sia. Io ce la metto tutta. In attesa anche di qualche risultato. Tu per adesso sei quello più grande e più difficile da gestire ma ti chiamano VITA.

mercoledì 21 marzo 2012

Ormai ci siamo

Ormai ci siamo, manca davvero poco. Wappachi, ma in primis mio marito, torna domenica! Finalmente, aggiungo con gusto. Ridendo e scherzando se ne è andato un mese, era il 25 febbraio quando in fretta e furia così all'improvviso l'ho accompagnato alla stazione con destinazione Roma con in mano un biglietto aereo comprato solo il giorno prima, solo 48 ore prima la notizia che la nonna ha bisogno di un intervento. Le cose sono andate come sono andate, l'intervento c'è stato e sembra (congiuri inclusi) che tutto sia andato bene tanto che wappachi torna a casa domenica. E' stato un mese strano, un mese in cui abbiamo cercato di fare il nostro meglio per stare bene e far finta che tutto fosse sotto controllo ma non era la verità e, io e te Dalia, lo sapevamo bene. Alla mattina tu che ti svegli nel lettone con me con le prime parole sulla bocca che rimandano a un "wappaaaaa" urlato e desiderato. Ecco che allora chiamiamo papà/marito e poi la colazione con quel gusto di mesta mancanza. Poi il pranzo dalla nonna e la cena sole solette con frugali pasti (non ho avuto la minima voglia di cucinare, zero assoluto, non che ti abbia lasciato senza cena ovviamente ma posso dire di non essermi sforzata affatto). Insomma, siamo state serene nel massimo delle nostre possibilità ma...che gioia che ritorna il nostro uomo di casa! Ormai ci siamo. Attendiamo il momento dell'abbraccio con frenetica passione. Ogni giorno stai contando quanti dì mancano scalandoli dalla tua manina. E adesso siamo solo a tre. Poi via con il comitato di accoglienza: palloncini fiori e cartello sono una certezza! Non resta che vedere la sua faccia stupita. Noi siamo pronte.

venerdì 16 marzo 2012

Provarci

Perchè una cosa è da mettere subito in chiaro: non si nasce imparati. Essere genitori è il ruolo più antico e complicato del mondo. Anche dalla bocca del gatto escono queste parole, di una banalità allucinante ma purtroppo incoercibile verità. Io ci provo, faccio del mio meglio ma l'errore è sempre dietro l'angolo. Perché voi, esserini demoniaci dalla vivida furbizia, ce la mettete tutta per provocarci, irritarci, farci cadere nel tranello, sempre e comunque. La sfida è perenne e senza alcun vincitore o vinto. Ci siamo solo noi e il nostro presente. Tu signorina cara tra meno di un mese compirai due anni, o meglio "do" come tu rispondi alla domanda sulla tua età anagrafica. Il cammino è sempre più irto ma anche estremamente stimolante e fruttifero. Vorresti ogni cosa subito e nell'immediato ma, ahimè, se la mia voglia di essere maestra puntigliosa e precisina ti accontenta, sarebbe un errore madornale! Ti porterei così sulla strada di esigere, nel tuo quotidiano domani, TUTTO & SUBITO  con una pretesa che ovviamente non potrebbe mai essere colmata, ricompensata, saziata, esagita dal mondo che ti circonderà. Ecco allora che, cara mia adorata figlia, devi abituarti al saper attendere, aspettare, ambire al tuo desiderio in modo che poi, forse, un domani ce la metterai tutta a conquistare la meta alla quale ambisci. Creaturine dei 24 mesi quante iniziative partono dal vostro cervellino e noi, adulti stupidi - perché intontiti dalla tecnologia che ci ricorda quel dannato Commodor 64 che negli '80 i nostri genitori non ci hanno mai comprato facendo lievitare la nostra voglia di hi-tech a livelli inverosimili e finalmente, oggi, trentenni bellie buoni possiamo soddisfare - e che ormai non sanno neppure forse più sognare, non possiamo che ammirarvi A M M I R A T I ma senza mai far calare la guarda. L'inghippo da voi tessuto è subito lì, ancora più vicino che dietro l'angolo. Non possiamo caderci. Almeno ci si prova.