Potrei raccontare di come sei buffa quando fai finta di ridere a crepapelle, lasciando il tuo interlocutore spiazzato dato che ti pieghi in due dal ridere tanto da non sembrare reale, infatti non lo è.
Potrei raccontare di quanto, giorno dopo giorno, sei sempre più innamorata della tua stanza e di come ti abbandoni, letteralmente, alla lettura dei tuoi libri, specialmente quelli che più adori, ossia DOVE E' LA MIA MAMMA? o TEO E IL CARRETTO ROSSO o il nuovo libro che ti ho regalato chiamato I CUCCIOLI DI CASA DA ACCAREZZARE perché di ognuno conosci le pagine e le figure, dai baci al cucciolo di gatto che dorme o a quello di cane che se ne sta sul lettone della padrona, conosci a memoria le pagine in cui il pulcino non trova la sua mamma e chiede ai gatti, ai conigli e ai maialini oppure ti diverti nel vedere Lollo, che mentre costruisce il carretto rosso con Teo, si martella un dito tra estremi pianti.
Potrei descrivere come sei buffa mentre cucini con i tuoi coccini di latta e le tue verdure di stoffa, mentre soffi perché il gas brucia (il coperchio della confezione indiana in latta di ciotoline per il thali che tuo padre mi ha portato la prima volta che è venuto in Italia) o mentre metti il sale nel tuo intruglio
Potrei raccontare con quanta tenerezza abbracci il tuo bambolino e di come te ne prendi cura mettendolo a letto o dandogli da mangiare come se fosse un bambino vero ma, soprattutto, come se tu fossi una vera mammina.
Potrei raccontare di come parli a telefono con le tue zie, con i tuoi nonni in India, con me o con tuo padre quando uno dei due non è in casa, aggirandoti per la stanza come fossi un adulto addirittura appoggiando il telefono sulla spalla (perché spesso me lo vedi fare in modo tale, avendo libere le mani, possa fare altro mentre parlo a telefono).
Potrei raccontare di come ogni giorno tu sia sempre più innamorata del tuo AWA e di come lo chiami e lo rammenti continuamente, già delineandosi come il primo uomo della tua vita ne avverti l'importanza, il fascino e la diversità.
Potrei raccontare di come sia faticoso la notte alzarsi in media ogni due ore (minimo) perché con il tuo inconfondibile "AMMA, AMMA, AMMAAAA"mi richiami nella tua cameretta perché ti sei svegliata o perché hai perso il ciuccio, innegabile dire che sia faticoso ma anche che non sarebbe possibile farne a meno.
Potrei dire quanto ogni attimo con te sia un UNIVERSO. Potrei ma non è possibile con le sole parole.
Potrei aggiungere che oggi compi 20 mesi. Buon complemese Vita Mia.
Mamma come tante ma con te+te, Dalia Nura + Serse, non posso essere una tra tante. Una storia tra tante, la MIA storia.
sabato 10 dicembre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
I 18 mesi al bacio
Ebbene sì, ci siamo conquistati la tappa dell'anno mezzo! E si sente, niente è a caso.
Adesso la tua personcina emerge con chiarezza, in maniera magica è come se allo scoccare di questa importante meta fossero arrivati dei "bonus" come omaggio!
Di cosa parlo? Ma del tuo modo di interagire, di come ti fai intendere, di come ti intrometti (addirittura!) nelle conversazioni perché capisci di cosa noi adulti stiamo parlando e vuoi dire la tua...dire si fa per dire!
Le parole che tu sai pronunciare sono, in ordine di importanza e di emissione:
1) Ammà+
2) Ammà...
3) AMMAAAAAAAAA'
4) Ammà ? ? ?
5) AmmàAmmàAmmàAmmà [ripetuto all'ennesima potenza ]
6) ......mmm.......Ammà! ? ?
.....e così potrei continuare all'infinito!
Come si capisce non ti dilunghi in un gran numero di vocaboli (tutt'altro) e continui a chiamare in lingua HINDI: Ammà, non è Mamma italiano, non è Umma malayalalam (lingua di wappachi, papà). Il tuo è tutto particolare: AMMA'. E lo ripeti all'infinito all'infinito all'infinito e oltre! E io l'adoro!
Nonostante tutto ti fai capire in OGNI COSA, nel chiedere e talvolta nell'esigere l'oggetto (proibito) che desideri, il luogo che vuoi raggiungere, il libro che ti deve essere letto - perché adori i libri, hai i tuoi preferito come "Teo e il carretto rosso" o "Dov'è la mia mamma?", vorresti sfogliarli sempre! -, il momento in cui vuoi uscire, l'azione che vuoi fare come lavarti i denti, cambiarti il pannolone, andare da qualche tua zia eccc...insomma un SOGGETTO in tutto e per tutto. Per questo non posso che dirti sempre la verità se qualcosa non è possibile avere o non è possibile raggiungere. Tu piangi ma io non mollo, il bello è che ormai hai capito da sola che non è molto conveniente continuare a lungo a buttare via energie e dopo pochissimo smetti (spero che ti sia entrato nel cervellino che la mamma non smolla1 d'altronde lo faccio per il tuo bene). Ma il titolo di questo post è "18 mesi al bacio" perché dopo la passione per lo spazzolino e il dentifricio (che proprio in questi giorni sta sfumando) è arrivata la passione del BACIO: tu baci tutto, il tavolo, il frigo, il bambolino, il quadro, il bimbo nel giornale, ecccc....Il tutto è cominciato prima con gli oggetti per poi passare a wappachi quando è dall'altra parte del telefono, alla nonna, alla zia, al bimbo disegnato nel quadretto e poi a loro, i tuoi adorati figli: Amanda (la bambola di pezza che non è comunque al tuo primo di gradimento, te l'ho comprata io da Imaginarium a Milano, ho sempre cercato di fartela piacere alla follia, sempre con scarsi risultati, sì ti sta simpatica ma non si va oltre....), Bambo (il cerbiatto pseudo Bambi regalato dalla zia Chiara), Bambolino (la bella copia di Mummu, il bambolotto che ormai ha una sola gamba e che ormai risiede definitivamente a casa della nonna, noi teniamo la copia più giovane e ben messa) e, direi ultimo ormai in fatto di gradimento, BubU (l'orso di pezza-peluche regalato dalla nonna). A loro, insieme alla pappa che li dai con il biberon, vanno gran parte dei tuoi baci. Mai quanti ne dai a me. Perché Ammà è sempre Ammà.
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| I N C A L C O L A B I L E |
lunedì 19 settembre 2011
Casa nuova, vita nuova
Finalmente è arrivato il grande momento: la casa nuova! Abbiamo messo fisicamente piede e da tre notte stiamo dormendo nel nostro regno, tanto ambito e tanto desiderato, così a lungo agognato e interminabilmente dominato da lavori di ristrutturazione che sembravano non avere mai nè fine nè esito.
Da quel fatidico 21 marzo, giorno in cui abbiamo firmato il contratto nonchè nella notte in cui siamo partiti per l'Iindia, ne sono passati di operai, nuove tubazioni, nuovi collegamenti, nuove pareti, nuove pitture, demolizioni e di tutto di più biuzzarro come il parqute che sembrava pronto ormai da una settimana e invece, avendo ricevuto un trattamento del tutto sbagliato, è stato fatto interamente da capo! Poveri noiiiiiii che infernooooooo! Ormai credevo che saremmo tornati a viverci in occasione della tua laurea! Le cose fortunatamente sono andate in maniera diversa ed accoci alloggiare in questa grande nuova casa (nonostante le finestre dello studio e del salotto non siano ancora restaurate e le porte già sistemate siano solo quella del bagno e della cucina, anche se in camera nostra e in salotto abbiamo solo il portalampade che pende sconsolato dal soffitto in attesa di trovare il lampadario che più ci fa innamorare, in attesa che l'elettricista ci appenda il lampadario di cucina, del bagno e dello studio ma soprattutto aspettando che la cucina tra due giorni venga completata degli elettrodomestici e del piano di marmo, ci siamo quasi -...e poi mangiare dalla nonna non è proprio così terribile, tutt'altro!), ormai ci stiamo ambientando. Ma in tutto l'avvenire degli eventi la notizia più fantasmagorica sei tu e la tua nuova cameretta: senza esagerazioni, è amore! Anche se spesso richiedi la presenza di qualcuno che giochi con te, è palese che ti piace startene seduta sul legno accogliente vicino al tuo cavallo di legno, il wallpaper adesivo che ti avevo comprato ben 11 mesi fa (era lo scorso ottobre quando mi innamorai di questa decorazione di 2 metri per 2 avvistata su un sito francese di grandi wall stickers per parete, non potevo non ordinartela per la tua futura cameretta), vicino al tuo meraviglioso lettino in ferro battuto bianco, il tuo armadio in legno bianco che apparteneva ai tuoi bis nonni paterni e che lo zio Titti con tanto amore ti ha restaurato, scorazzando tra i tuoi numerosi librini e le costruzioni in legno, gli strumenti musicali, il vecchio banchino in formica verde e tutto il resto ...insomma un sogno di cameretta! Manca ancora il baldacchino (non pensate a niente di principesco o di esosamente e smielatamente femminile, è semplice e adorabile nello stesso tempo) da attaccare al soffitto in modo che ricada lungo il lettino.
Il vero nocciolo della questione è che ero molto preoccupata circa la tua nuova sistemazione perchè ormai da marzo te ne dormivi ogni santa notte con noi, nel nostro lettone. Tutto è cominciato con il viaggio in India. Nonostante la presenza al nostro arrivo in Kerala del lettino in vimini e made by hand comprato dai tuoi nonni (e mai potuto adoperare perchè troppo corto per te a quanto pare degna di tua madre giraffa), sei stata costretta - con nostro e tuo immenso piacere - a dormire ion mezzo a mamma e wappachi. Dopo l'India siamo stati pochissimo nella nostra vecchia casa per trasferirci dalla nonna in attesa del termine dei lavori e anche in questo caso la nostra ospitalità nel nostro talamo nuziale è stata obbliagata nonchè obbligatoria. Ero certa che ormai non saresti mai più stata a dormire da sola! Senza toccarmi in continuazione accertandoti che ti fossi lì vicino, vicino, pensavo che non fosse più possibile per te dormirtene serena e indisturbata. Anche se adoro dormire con te, ovvio, sapevo e so in cuori mio che "non va bene", è corretto che tu dorma nel tuo spazio, nel tuo letto, nella tua camera. In tutto questo c'è un prezzo da pagare, e tale salasso lo devo pagare io: ogni notte ti svegli dalle cinque alle sette volte (la prima notte non è stato neppure possibile contarle dal numero elevato che erano) e 1) o mi chiami con un languido "Ammaaaaa!" o "Mama!!!!!" o 2) (buffissimo) nel cuore della notte ti vedo arrivare con il cuccio in bocca e mi vieni a sfiorare il volto con più o meno delicatezza dipende dale volte invitandomi chiaramente ad accompagnarti di nuovo nel tuo lettino e di starmene lì fino a quando non hai ripreso a dormire. Morale? Io sono fiera della tua autonomia notturna all'ennesima potenza molto più stanca degli ultimi mesi ma, soprattutto, ancora cercando di capire come si dorma più di un'ora e mezza di fila nel mio fantastico letto nuovo! Chi la dura la vince......
Da quel fatidico 21 marzo, giorno in cui abbiamo firmato il contratto nonchè nella notte in cui siamo partiti per l'Iindia, ne sono passati di operai, nuove tubazioni, nuovi collegamenti, nuove pareti, nuove pitture, demolizioni e di tutto di più biuzzarro come il parqute che sembrava pronto ormai da una settimana e invece, avendo ricevuto un trattamento del tutto sbagliato, è stato fatto interamente da capo! Poveri noiiiiiii che infernooooooo! Ormai credevo che saremmo tornati a viverci in occasione della tua laurea! Le cose fortunatamente sono andate in maniera diversa ed accoci alloggiare in questa grande nuova casa (nonostante le finestre dello studio e del salotto non siano ancora restaurate e le porte già sistemate siano solo quella del bagno e della cucina, anche se in camera nostra e in salotto abbiamo solo il portalampade che pende sconsolato dal soffitto in attesa di trovare il lampadario che più ci fa innamorare, in attesa che l'elettricista ci appenda il lampadario di cucina, del bagno e dello studio ma soprattutto aspettando che la cucina tra due giorni venga completata degli elettrodomestici e del piano di marmo, ci siamo quasi -...e poi mangiare dalla nonna non è proprio così terribile, tutt'altro!), ormai ci stiamo ambientando. Ma in tutto l'avvenire degli eventi la notizia più fantasmagorica sei tu e la tua nuova cameretta: senza esagerazioni, è amore! Anche se spesso richiedi la presenza di qualcuno che giochi con te, è palese che ti piace startene seduta sul legno accogliente vicino al tuo cavallo di legno, il wallpaper adesivo che ti avevo comprato ben 11 mesi fa (era lo scorso ottobre quando mi innamorai di questa decorazione di 2 metri per 2 avvistata su un sito francese di grandi wall stickers per parete, non potevo non ordinartela per la tua futura cameretta), vicino al tuo meraviglioso lettino in ferro battuto bianco, il tuo armadio in legno bianco che apparteneva ai tuoi bis nonni paterni e che lo zio Titti con tanto amore ti ha restaurato, scorazzando tra i tuoi numerosi librini e le costruzioni in legno, gli strumenti musicali, il vecchio banchino in formica verde e tutto il resto ...insomma un sogno di cameretta! Manca ancora il baldacchino (non pensate a niente di principesco o di esosamente e smielatamente femminile, è semplice e adorabile nello stesso tempo) da attaccare al soffitto in modo che ricada lungo il lettino.
Il vero nocciolo della questione è che ero molto preoccupata circa la tua nuova sistemazione perchè ormai da marzo te ne dormivi ogni santa notte con noi, nel nostro lettone. Tutto è cominciato con il viaggio in India. Nonostante la presenza al nostro arrivo in Kerala del lettino in vimini e made by hand comprato dai tuoi nonni (e mai potuto adoperare perchè troppo corto per te a quanto pare degna di tua madre giraffa), sei stata costretta - con nostro e tuo immenso piacere - a dormire ion mezzo a mamma e wappachi. Dopo l'India siamo stati pochissimo nella nostra vecchia casa per trasferirci dalla nonna in attesa del termine dei lavori e anche in questo caso la nostra ospitalità nel nostro talamo nuziale è stata obbliagata nonchè obbligatoria. Ero certa che ormai non saresti mai più stata a dormire da sola! Senza toccarmi in continuazione accertandoti che ti fossi lì vicino, vicino, pensavo che non fosse più possibile per te dormirtene serena e indisturbata. Anche se adoro dormire con te, ovvio, sapevo e so in cuori mio che "non va bene", è corretto che tu dorma nel tuo spazio, nel tuo letto, nella tua camera. In tutto questo c'è un prezzo da pagare, e tale salasso lo devo pagare io: ogni notte ti svegli dalle cinque alle sette volte (la prima notte non è stato neppure possibile contarle dal numero elevato che erano) e 1) o mi chiami con un languido "Ammaaaaa!" o "Mama!!!!!" o 2) (buffissimo) nel cuore della notte ti vedo arrivare con il cuccio in bocca e mi vieni a sfiorare il volto con più o meno delicatezza dipende dale volte invitandomi chiaramente ad accompagnarti di nuovo nel tuo lettino e di starmene lì fino a quando non hai ripreso a dormire. Morale? Io sono fiera della tua autonomia notturna all'ennesima potenza molto più stanca degli ultimi mesi ma, soprattutto, ancora cercando di capire come si dorma più di un'ora e mezza di fila nel mio fantastico letto nuovo! Chi la dura la vince......
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| Amore a Prima Vista |
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martedì 2 agosto 2011
A TERRA
Mi stai mettendo a terra, KO. Ecco la pura realtà. Nell'ultimo mese sempre più spesso mi stai mettendo in crisi, ossia mi provochi fino al mio massimo possibile. Ti arrabbi facilmente e non ti nascondi dietro alla volontà di tirare fuori le cosiddette "rabbine". Stai crescendo non solo in altezza ma nel comportamento, sta emergendo la tua voglia di metterti in mostra quando ci sono delle persone e fai di tutto per attirare l'attenzione, fino qui tutto normale. Come il fatto che quando io non ci sono mi riferiscono che sei bravissima, mentre quando ritorno dopo poco ogni pretesto è buono per fare dei "capricci" (anche se qualche saputella scrittrice ha letto in un qualche libro che ho letto che "i capricci non esistono, sono un non saper comprendere da parte dei genitori", mah...ho dei dubbi, di sicuro dietro a un capriccio c'è una esigenza e un bisogno che il bambino esprime ma l'altra quantità di extra-capriccio - vorrei usare un'altra parola ma non ne esiste proprio una che posso sostituirla adeguatamente!- è un desiderio del bimbo al quale non vuole assolutamente rinunciare.
Questo capitolo lo voglio concludere qui, ossia solo la premessa.
Credo sia solo l'inizio di un tema che voglio approfondire bene.
Ti devo studiare meglio per arrivare a qualche punto fermo.
Per adesso sono punti interrogativi.
Questo capitolo lo voglio concludere qui, ossia solo la premessa.
Credo sia solo l'inizio di un tema che voglio approfondire bene.
Ti devo studiare meglio per arrivare a qualche punto fermo.
Per adesso sono punti interrogativi.
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| Per adesso molte domande e poche risposte |
mercoledì 22 giugno 2011
Ormai tu che
Ormai tu che implori di lavarti i dentini.
Implori me o tuo padre o tua nonna di portarti in bagno, prendere lo spazzolino con l’orsetto giallo e il tuo personalissimo dentifricio alla banana indicandoti i dentini. Adori procedere in questa operazione, anche più volte al giorno. Il dramma poi comincia nel momento di riporre gli strumenti all’interno dell’apposito porta spazzolini. Inutile cercare di spiegarti che lo spazzolino si è stancato e deve fare la nanna. Provi a convincerci griducchiando e dimenandoti ma ti facciamo capire che non è proprio il caso e, giusto il tempo, di percorrere il corridoio e hai già smesso (i nostri occhi parlano chiaro e forse hai capito che è davvero il caso di smettere).
Ormai tu che affronti una corsa folle verso il mare.
Lo conosci bene, lo riconosci. Il mare, il tuo marino. Proprio come ieri. Tutte le volte che arriviamo sulla spiaggia, prima ti adagi sulla sabbia e poi, come una tartaruga che non potrebbe fare altrimenti, se non seguire il suo istinto e quanto la Natura pretende dalla sua esistenza, dai il via alla una folle (perchè sai di essere da me o tuo padre inseguita) corsa verso l’acqua marina. Vedi il mare con occhi speranzosi, lo adori! Rispolverando ormai la ben conosciuta tecnica a quattro zampe o, anche ben sicura, con la posizione verticale, ti avvii speranzosa di riuscire nell’intento, entrare nelle onde, sguazzare felice con le branchiette. L’intoppo arriva quando ti afferro e ti rendi conto che il sogno si è spezzato, infranto, scisso in milioni di frantumi. Io non ho scelta perché ancora l’acqua non è abbastanza calda, il sole non è ancora pronto per portare a termine il riscaldamento classico estivo. Si tratta di poche settimane se non giorni ma per adesso non posso che stopparti e riportarti sulle dune di sabbia. Anche perché se fosse per te saresti ogni ISTANTE in acqua e di certo non è possibile!
Ormai tu che regali baci e abbracci a ogni tuo familiare e non solo.
Hai ben chiaro il concetto di affetto e che i baci e le “abbracciatine” rientrano nel dare&avere della sfera affettiva nonché il bacio è un ricambiare quanto facciamo o siamo per te. Hai capito il senso del ringraziare e del dare amore! La dolcezza dei tuoi abbracci non potranno mai essere spiegati a parole, neppure comprando a peso d’oro o petrolio ogni singola sillaba e consonante. Grazie, grazie, grazie.
Ormai tu che non sai neppure più cosa sia il “lettino di Dalia”.
Prima un mese in India, adesso il soggiorno dalla nonna in attesa che la nostra nuova casa sia pronta. Risultato? Dormi in mezzo a me e a wappachi ormai da fine marzo, che disastro! Tutti i mie tentativi - per altro anche andati a buon fine dandomi l’opportunità di cogliere ottimi risultati – di farti addormentare e dormire da sola, per un anno esatto, sono andati TUTTI E POI TUTTI in rovina. Ecco il senso del “Il ben di un anno in una bestemmia”. Arrivati a questo punto, sai bene che dormire vuol dire abbracciami o abbracciare wappachi e, nel mio caso, gustare il mio ormai assente latte ma a te poco interessa! Basta avere vicino la presenza del mio seno, apprezzarne la presenza senza farti troppi problemi. Ecco il prossimo mio obiettivo: renderti l’autonomia del sonno, la consapevolezza che il tuo lettino è, come dormire con noi, un porto sicuro, culla per lasciarsi andare senza bisogno di svegliarsi in ogni momento per avere la certezza che io o tuo padre siamo lì.
Ormai tu che godi della visione delle pagine dei libri.
Che soddisfazione vederti sfogliare i tuoi libri & librini & libretti più o meno cartonati, gustarne i colori, comprenderne le forme, accennare alle linee degli animali e a volte accennare anche strani versi che forse rimandano nel tuo immaginario alla voce di quella bestiolina. Insisterò sempre di più, fino ad esserne esausta, a farti comprendere la gioia che SOLO la pagina di un libro di può e ti potrà dare in tutta la tua vita. Mi sono convinta che non è mai troppo presto per cominciare e fin da subito non voglio perdere tempo, anche la più piccola occasione. Proprio una settimana fa ti ho comprato un libro che ho trovato delizioso, “Il libro delle mie prime parole”, adatto alla tua età, con solo 5/6 pagine ma ognuna coloratissima e in grado di poter sfogliare da sola (essendo alte tipo 1 cm!). Ti soffermi sulla farfalla e poi su pucha e su patthì, ma anche sul nasino del bambino e sui capelli della bambina. Vedo nei tuoi occhi il fascino verso il nuovo amico libro, me ne compiaccio convincendomi di non essermi sbagliata. Speriamo!
Ormai tu che ogni giorno, ma cosa dico, ogni ora, mi e ci stupisci.
Ci sorprendi con strane facce, con buffi suoni che ci regalano risate e inaspettata meraviglia.
Ci sorprendi con strane facce, con buffi suoni che ci regalano risate e inaspettata meraviglia.
Grazia patatina.
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| Sei così indaffarata nelle pulizie dei tuoi dentini e per fortuna adesso hai solo il n° 1 e n° 2, tutti gli a ltri arriveranno ...e allora sì che ci sarà da lavorare! |
giovedì 19 maggio 2011
E accadde: alzati e cammina!
E accadde: alzati e cammina!
Sono forse ormai secoli che non scrivo di te. Era intorno il 20 marzo, freneticamente prima della nostra partenza per l’India. E la partenza c’è stata, eccome. Siamo stati testimoni del tuo battesimo con il tuo secondo Paese. Abbiamo visto la passione negli occhi dei tuoi nonni, nell’amore che sprigionavano le braccia di tuo zio, la dolcezza negli occhi tua zia mentre ti osservava e giocava con te. Ti sei addormentata cullata dal suono del mare negli afosi pomeriggi e nelle più ventilate ma sempre caldissime nottate. Noi eravamo lì ad osservare il più bello dei miracoli. E’ stato un viaggio fatto di piacevoli quotidianità, di piccoli e grandi follie indiane.
Il tuo compleanno del tuo primo anno di vita ha portato molti frutti che permettano di annoverarti tra i “bambini grandi”, per come ti muovi, gesticoli, ti fai capire, parli, ti arrabbi e sei felice. La più grande passione, definibile spasmodica, ricade verso qualsiasi possibile gadget tecnologico (interruttore della luce, calcolatrice, computer, cellulare, telefono fisso, interruttore del lavastoglie, prese, caricabatteria, ecc….potrei continuare all’infinito basa che ci sia una parvenza di bottone da spingere e lucetta che sbrilluccica). Gli apparati telefonici sono comunque i preferiti. Ti avvicini la cornetta all’orecchio – non importa se anche alla rovescia – e inizi a dire “Ahhhhhhh!!! Ah…..ah….ah…..”, il tuo verbo prediletto. E noi non possiamo che darti ragione: “Ciao Bilillo, come stai? Vieni a trovarmi? Io sono dalla nonna, domani torno a casa mia Birillo, ti aspetto! Ciao ciao”.
Ma la sorpresa più grande me l’hai però riservata in Via Francesco da Barberino il 5 maggio 2011. Ormai era chiaro che il “camminare” sarebbe stato vicino ma sembrava non arrivare mai il momento SPECIALE. Dall’ottavo mese - se non prima - eri in gradi di sollevarti da sola in posizione eretta, al divano, al letto, alla sedia e poi anche ai mobili e ai muri, senza aver bisogno di chissà quale appiglio. Mi ero immaginata che poi, un giorno tra qualche mese, avresti avuto il coraggio di fare il grande salto nel buoi: staccarti dall’appiglio e fare uno, due o massimo tre piccoli passetti verso l’ignoto. Invece ci hai voluto stupire in grande misura! Io ero al piano cottura in cucina mentre tu stavi giocando appoggiata al divano con Amanda e Mummu (ossia la bambola di pezza che ti ho comprato a Milano, adorabile con i capelli neri lunghi e il vestito bianco e rosso a righe, mentre Mummu è il bambolotto regalato dalla Tata Ida ma ormai privo di due braccia e di una gamba, ridotto solo a un tronco e a una gamba piegata, tu l’adori comunque), a un certo punto con la coda dell’occhio cosa vedo? Vedo che tu stavi venendo incontro a me ormai a tre o quattro metri da divano, ridacchiando tra l’imbarazzato e il felice, barcollando come un alcolista di vecchio stampo. “Amore mioooooooooO!!!!!!!” ho iniziato a gridare dalla gioia!!!!! Tu eri consapevole della conquista fatta, di quale novità avessero intrapresero le tue gambe e tutto il tuo portamento. Ho chiamato subito wappachi facendogli prendere uno spavento incredibile gridando a squarciagola: “Basheeeeeeerrrrr!!! Dalia camminaaaaaa!”. Tuo papà si è preso uno spavento grandissimo non avendo capito bene cosa fosse accaduto…(Bashee ti chiedo ancora una volta scusa).
Adesso scorrazzi timida in giro per casa nostra e di tua nonna (dove praticamente passiamo gran parte del tempo avendo la nostra casa, ormai meglio dire “ex-casa” essendo ormai tutto inscatolato in previsione del trasloco che faremo tra due settimane…peccato però che la nostra VERA casa ancora è tutt’altro che PRONTA, sommersa di calcinacci e fili, tra le mani di idraulici, muratori, lo zio Titti Tutto-Fare…ma chi va piano va sano e ben lontano!) con lo stesso sorriso che hai sfoggiato alla tua prima camminata. Una vocina mi dice che ancora questo è ORO perché ancora non sei in grado di scattare con prontezza verso la meta che scegli. Quando accadrà, e di sicuro non mancherà molto, avremo molto ma molto più da fare….aiutooooo!
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| WALKING * WALKING * WALKING |
lunedì 14 marzo 2011
Verso le palme
Eccoci, ci siamo. Finalmente. Non vedevamo l'ora io e il tuo wappachi...si parteeeeeee!
Le valigie sono mezze pronte, i vestiti leggeri già tolti dall'armadio insieme a occhiali da sole, sandali e tanta voglia di INDIA. E questa volta è super speciale perchè tu sei con noi, perchè io non solo sola a partire, perchè wappachi viaggia con noi dall'Italia, perchè andiamo a conoscere Jameela e Mansoor nella veste di nonni, perchè una tua zia (con grande dolore dell'altra perchè non ci potrà essere) e la tua nonna italiana vengono con noi, perchè il tuo wappachi manca dal suo Paese da due anni ed è stato un super record per lui, perchè...perchè...perchè....tanti perchè.
Abbiamo comprato i biglietti aerei a fine agosto e arrivare a fine marzo è stata lunga, contavamo i giorni ma ormai vediamo e assaporiamo il caldo del Kerala, il suo profumo di spezie e l'invadenza dei suoi colori ci ha già invaso.
E poi TU, TU, TU. Non vedo l'ora di vederti scorrazzare sulla terra dove tua madre e tuo padre si sono innamorati e sposati, da dove proviene metà del tuo sangue.
La tua Italia, la tua India.
E' arrivato il momento di un grande incontro per Dalia Nura. Tu, splendente come non mai - anche grazie ai tuoi nuovi orecchini, infatti circa due o tre settimane fa nellos tesso negozio dove anche io mi ero messo gli orecchini a cinque anni abbiamo forato i tuoi ingenui e inconsapevoli lobi - farai indigestione di tramonti, parate di onde, distese di palme.
Ti vedrò dove io prima mi sono vista io, ti ammirerò semplicemente perchè prima non esistevi. Eri solo un desiderio, un sogno, una speranza lanciati all'Universo proprio DA quei luoghi. Adesso sei via, tangibile, concreta e anche DENTRO quei luoghi.
Non resta che partire e gioire.
Le valigie sono mezze pronte, i vestiti leggeri già tolti dall'armadio insieme a occhiali da sole, sandali e tanta voglia di INDIA. E questa volta è super speciale perchè tu sei con noi, perchè io non solo sola a partire, perchè wappachi viaggia con noi dall'Italia, perchè andiamo a conoscere Jameela e Mansoor nella veste di nonni, perchè una tua zia (con grande dolore dell'altra perchè non ci potrà essere) e la tua nonna italiana vengono con noi, perchè il tuo wappachi manca dal suo Paese da due anni ed è stato un super record per lui, perchè...perchè...perchè....tanti perchè.
Abbiamo comprato i biglietti aerei a fine agosto e arrivare a fine marzo è stata lunga, contavamo i giorni ma ormai vediamo e assaporiamo il caldo del Kerala, il suo profumo di spezie e l'invadenza dei suoi colori ci ha già invaso.
E poi TU, TU, TU. Non vedo l'ora di vederti scorrazzare sulla terra dove tua madre e tuo padre si sono innamorati e sposati, da dove proviene metà del tuo sangue.
La tua Italia, la tua India.
E' arrivato il momento di un grande incontro per Dalia Nura. Tu, splendente come non mai - anche grazie ai tuoi nuovi orecchini, infatti circa due o tre settimane fa nellos tesso negozio dove anche io mi ero messo gli orecchini a cinque anni abbiamo forato i tuoi ingenui e inconsapevoli lobi - farai indigestione di tramonti, parate di onde, distese di palme.
Ti vedrò dove io prima mi sono vista io, ti ammirerò semplicemente perchè prima non esistevi. Eri solo un desiderio, un sogno, una speranza lanciati all'Universo proprio DA quei luoghi. Adesso sei via, tangibile, concreta e anche DENTRO quei luoghi.
Non resta che partire e gioire.
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| E vediamo di non andare a mettere subito le manine in mezzo al pesce appena pescato! |
martedì 22 febbraio 2011
KO salute (con pacchetto finale a sopresa)
Siamo ancora reduci da una settimana che passerà alla storia: tutti e tre al pronto soccorso nel giro di quattro giorni.
Io ho dato il via alle danze con una fortissima forma di mononucleosi, iniziata con una ghiandola vicino all'orecchio cresciuta a dismisura in pochi giorni fino ad arrivare alle dimensioni di una pesca (!!!) con tanto di virus di Epstein Barr e Citomegalovirus, seguita da tuo padre al quale hanno confermato una sinusite cronica per poi arrivare a te, oh piccolo scriccioletto che in questo momento non sei altro. Già avevi diminuito il tuo appetito nonché la quantità di cibo ormai da qualche settimana, adesso poi non se ne parla..... La febbre che mi ha annientato qualche giorno fa si è necessariamente riversata su di te e, avendo io sfiorato i 40.4 gradi di temperatura corporea, sarebbe stata pure utopia pensare che saresti rimasti illesa.
Proprio lo scorso venerdì (oggi martedì) alle 19 della sera è cominciata ad essere a 37.5. Con il supertecnologico termometro in tre secondi ho potuto misurartela senza farti troppo spazientire. Da lì è cominciato un martirio senza fine, con la tachipirina che non funzionava e che già qualche ora prima di arrivare alla nuova somministrazione già il febbrone da cavalli sembrava essere indomabile. La giornata peggiore è stata senza dubbio domenica in qui eri davvero stremata con due occhini piccoli piccoli e il nasino che goggiolava come un tubo rotto.
Alla sera non potevo resistere più e abbiamo deciso di andare all'ospedale per avere conferma che si trattasse di una "semplice" influenza e non che fosse appurato che ti avessi già coinvolto nell'atroce tunnel della mononucleosi. Arrivati dopo le 20 al Meyer la quantità di bimbi con febbre alta che abbiamo trovato al pronto soccorso ha superato ogni più rosea aspettativa ma alla fine era quello che volevo e non sarei andata via fino a quando non mi avessero tranquillato di aver fatto tutto al meglio.
La conferma del secondo errore (madornale) del nostro "carissimo egregissimo" Prof. Pediatra Procione (già conosciuto nei post precedenti) - secondo intendo dopo quello di agosto/settembre quando ti ha prescritto le gocce per gli orecchi quando la medicina moderna le ha aboliti ormai da trent'anni...imperdonabile - che anche questa volta ci ha dato proprio un bel consiglio: venerdì quando l'ho chiamato mi ha consigliato sì il medicinale corretto ma nella dose (quattro invece di tre) e nel formato (in gocce orali invece che in sciroppo) sbagliati! Stavo dandoti da 48 ore, non di certo per mia per mia iniziativa, una medicina per un neonato e non per un bambina ormai prossima a un anno! Inevitabilmente su di te erano inefficaci...
Mi sono davvero arrabbiata: "Ma adesso davvero basta! che ognuno faccia il mestiere che vuole ma che lo faccia bene! ci sono tante professioni ma dove è scritto che si deve fare per forza il pediatraaaaa!", così sbraitavo e mi agitavo mentre apprendevo la notizia mentre wappachi e tua nonna cercavano di tranquillizzarti. Alle 20.30 ti hanno fatto bere la quantità corretta dello sciroppo corretto e da quel momento la febbre è proprio sparita! Alle 00.40 della notte è arrivato il nostro turno di visita. Un dottore gentile ti ha visitato mentre tu eri davvero esausta e sembravi sventolare la bandiera bianca implorando "vi prego portatemi a casa a dormire". La conferma che si tratta di una forma virale ha tolto il dubbio di altro anche perché il tempo di incubazione della mononucleosi è abbastanza lungo, anche di due mesi.
Da domenica la febbre non si è rifatta viva anche se tu sei senza energie, con una faccetta tutta incrucciata per il raffreddore e con un nasino gocciolante a più non posso.
Ma, sul finir di questa storia, quale è il pacchetto a sorpresa (a tuo vantaggio)??? Dopo 10 mesi di lotte e di resistenza senza stregua, e dopo aver "vinto" fra noi due ed esserti riuscita a donare una certa autonomia e un piacere nel dormire nel tuo lettino, pur sempre accanto a noi, tutto è andato in fumo: nel momento in cui mi sono ammalata hai voluto dormire NON VICINO, NON IN COLLO, NON NEI MIEI PRESSI ma SOLO SU DI ME. Da quel momento non sembra essere possibile pensarti dormire in altre posizioni. Così la sera vieni DIRETTAMENTE nel lettone (mi sento solo male nello scriverlo) e ti adagi sopra di me nella posizione a Koala abbracciandomi con braccia e gambe. Solo dopo che sei letteralmente sprofondata nel sonno posso pensare di adagiarti accanto a me ma, ovviamente, sempre di lettone si parla. Ho provato più volte a metterti in una fase così assente dalla lucidità nel tuo lettino ma all'improvviso, come se un incantesimo si rompesse, ti svegli di soprassalto. Ma lascio stare: c'è un motivo per cui deve andare così, chiedi e io voglio fidarmi di te dandoti cosa cerchi.
Io ho dato il via alle danze con una fortissima forma di mononucleosi, iniziata con una ghiandola vicino all'orecchio cresciuta a dismisura in pochi giorni fino ad arrivare alle dimensioni di una pesca (!!!) con tanto di virus di Epstein Barr e Citomegalovirus, seguita da tuo padre al quale hanno confermato una sinusite cronica per poi arrivare a te, oh piccolo scriccioletto che in questo momento non sei altro. Già avevi diminuito il tuo appetito nonché la quantità di cibo ormai da qualche settimana, adesso poi non se ne parla..... La febbre che mi ha annientato qualche giorno fa si è necessariamente riversata su di te e, avendo io sfiorato i 40.4 gradi di temperatura corporea, sarebbe stata pure utopia pensare che saresti rimasti illesa.
Proprio lo scorso venerdì (oggi martedì) alle 19 della sera è cominciata ad essere a 37.5. Con il supertecnologico termometro in tre secondi ho potuto misurartela senza farti troppo spazientire. Da lì è cominciato un martirio senza fine, con la tachipirina che non funzionava e che già qualche ora prima di arrivare alla nuova somministrazione già il febbrone da cavalli sembrava essere indomabile. La giornata peggiore è stata senza dubbio domenica in qui eri davvero stremata con due occhini piccoli piccoli e il nasino che goggiolava come un tubo rotto.
Alla sera non potevo resistere più e abbiamo deciso di andare all'ospedale per avere conferma che si trattasse di una "semplice" influenza e non che fosse appurato che ti avessi già coinvolto nell'atroce tunnel della mononucleosi. Arrivati dopo le 20 al Meyer la quantità di bimbi con febbre alta che abbiamo trovato al pronto soccorso ha superato ogni più rosea aspettativa ma alla fine era quello che volevo e non sarei andata via fino a quando non mi avessero tranquillato di aver fatto tutto al meglio.
La conferma del secondo errore (madornale) del nostro "carissimo egregissimo" Prof. Pediatra Procione (già conosciuto nei post precedenti) - secondo intendo dopo quello di agosto/settembre quando ti ha prescritto le gocce per gli orecchi quando la medicina moderna le ha aboliti ormai da trent'anni...imperdonabile - che anche questa volta ci ha dato proprio un bel consiglio: venerdì quando l'ho chiamato mi ha consigliato sì il medicinale corretto ma nella dose (quattro invece di tre) e nel formato (in gocce orali invece che in sciroppo) sbagliati! Stavo dandoti da 48 ore, non di certo per mia per mia iniziativa, una medicina per un neonato e non per un bambina ormai prossima a un anno! Inevitabilmente su di te erano inefficaci...
Mi sono davvero arrabbiata: "Ma adesso davvero basta! che ognuno faccia il mestiere che vuole ma che lo faccia bene! ci sono tante professioni ma dove è scritto che si deve fare per forza il pediatraaaaa!", così sbraitavo e mi agitavo mentre apprendevo la notizia mentre wappachi e tua nonna cercavano di tranquillizzarti. Alle 20.30 ti hanno fatto bere la quantità corretta dello sciroppo corretto e da quel momento la febbre è proprio sparita! Alle 00.40 della notte è arrivato il nostro turno di visita. Un dottore gentile ti ha visitato mentre tu eri davvero esausta e sembravi sventolare la bandiera bianca implorando "vi prego portatemi a casa a dormire". La conferma che si tratta di una forma virale ha tolto il dubbio di altro anche perché il tempo di incubazione della mononucleosi è abbastanza lungo, anche di due mesi.
Da domenica la febbre non si è rifatta viva anche se tu sei senza energie, con una faccetta tutta incrucciata per il raffreddore e con un nasino gocciolante a più non posso.
Ma, sul finir di questa storia, quale è il pacchetto a sorpresa (a tuo vantaggio)??? Dopo 10 mesi di lotte e di resistenza senza stregua, e dopo aver "vinto" fra noi due ed esserti riuscita a donare una certa autonomia e un piacere nel dormire nel tuo lettino, pur sempre accanto a noi, tutto è andato in fumo: nel momento in cui mi sono ammalata hai voluto dormire NON VICINO, NON IN COLLO, NON NEI MIEI PRESSI ma SOLO SU DI ME. Da quel momento non sembra essere possibile pensarti dormire in altre posizioni. Così la sera vieni DIRETTAMENTE nel lettone (mi sento solo male nello scriverlo) e ti adagi sopra di me nella posizione a Koala abbracciandomi con braccia e gambe. Solo dopo che sei letteralmente sprofondata nel sonno posso pensare di adagiarti accanto a me ma, ovviamente, sempre di lettone si parla. Ho provato più volte a metterti in una fase così assente dalla lucidità nel tuo lettino ma all'improvviso, come se un incantesimo si rompesse, ti svegli di soprassalto. Ma lascio stare: c'è un motivo per cui deve andare così, chiedi e io voglio fidarmi di te dandoti cosa cerchi.
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| Da sempre |
lunedì 14 febbraio 2011
Pur di...
Eppure eravamo partiti bene, intendo i primi mesi della tua vita: Cercavi il mio latte e ti facevi delle scorpacciate. Di notte ti svegliavi regolarmente ogni tre ore per la tua razione di latte materno.
Poi a quattro mesi la novità del cucchiaino, hai cominciato a mangiare la frutta, mela o pera. Ne eri ghiotta.
E' poi arrivato il fatidico punto di passsaggio, il sesto mese. Sono cominciate le pappe, il cosidetto "salato", le farine di cereali, le minestre, i brodi, le pastine e poi la carne mixata o il pesce e i formaggi. All'inizio eri entusiasta, apprezzavi e lo dimostravi a chiare note, tanto che hai completamente abbandonato il piacere del mio latte. Io, sedotta e abbandonata, sono divenuta la tua fonta di nutrimento solo notturna. Ne ero anche dispiaciuta anche se mi sono detta: "E' normale, il passaggio a cibi nuovi ha svegliato in te nuove ed inesplorate papille gustative, ti lascio gustare il nuovo con estremo piacere".
E poi, cosa è accaduto? Cosa intendo? E' semplice: darti da mangiare è un vero delirio! Una impresa disperata!
Man mano sei sempre più interessata a sperimentare e conoscere nuovi gusti, curiosa di allunghi con il collo per vedere meglio il cucchiaino che faccio propendere verso la tua bocca notando come il colore del suo contenuto sia diverso da quello assaggiato poco prima ma dopo solo due cucchiaini/iate la tua curiosità è già stata soddisfatta e reputi già opportuno serrare la bocca! o anche ributtare il cibo da tutte le parte o farlo schizzare ovunque! Che impresa il pranzo o la cena. Ormai la pappa che tanto adoravi fino a poco tempo fa, ossia la mia minestra di verdure fresche (patata, cipolla, pomodoro, insalata, zucchini, zucca, sedano, carote, basilico, fagiolini) con tanto olio, parmigiano, pastina e carne - e non dell'omogeneizzato - ti è venuta a noia, impossibile portare a termine l'impresa.
E io, PUR DI farti mangiare, ne invento di tutte, sono disposta a scendere a compromessi con il buon senso, se tu mi chiedessi voglio il cuore di una antilope o un pezzo della crosta di Saturno o la fontana di Trevi in cucina o un unicorno canterino in dialetto sardo ADESSO ORA E QUI penso che escogiterei e troverei il modo di accontentarti, SOLO al patto di vederti mangiare senza storie.
Recentemente ecco cosa ho, nel mio piccolo, concesso di farti fare:
- di sparpagliare per tutta la cucina un cestino di arachidi con il guscio provando il metodo di farti giocare con tutte quelle noccioline marroni, risultato? hai mangiato due o tre cucchiai in più di quello che non avresti fatto senza tael rimedio ma, nel frattempo, la cucina sembrava una esplosione di cibo per scimmie;
- di giocare con i nostri cellulari e i telecomomandi del tv e del lettore DVD, fino al punto che ormai il cellulare di tuo padre sembra perennemente presente in cantiere edile, perchè tutte le volte che lo chiami si sentono suoni impossibili e irreali, il mio telefonino invece è stato letteralmente gettato via perchè lo hai immerso nel piatto con la minestra che dovevi mangiare ed era impossibile riuscire a sentire la mia voce per chi mi telefonana; i telecomandi per adesso sono salvi ma si tratta di minuti....;
- di gettare per tutta casa e di spiaccicare sul tuo seggiolone, che sembrava essere immerso in una tinozza di olio di arachide, una confezione intera di patatine fritte: avevo pensato che distrarti con quei dischetti gialli e friabili potesse distrarti dal tuo compito, mangiare, al punto di fartelo fare senza che tu ci pensassi troppo: missione fallita;
- di usare giochi che mi eri ripromesso di "non darti fino al compimento del tuo quinto anno di vita" perchè "troppo belli" o "troppo elettronici" o "troppo costosi per correre il rischio di rompersi" o "troppo delicati", ma anche in questo caso il mio VOLERNE PROVARE TUTTE è stato più forte: ormai i danni sono stati arrecati e i risaltati non compensano la rottura;
- di mettere sotto le tue grinfie i libri al momento della pappa perchè ovviamente si sarebbero macchiati ma, anche in questo caso, valeva la pena provare....
Sono stanchissima e abbattuta ma ormai so che, ALMENO PER ADESSO, non sei una mangiona e questa giostra di tentativi per darti un pasto completo è ormai parte del quotidiano. Mi fai impazzire lo stesso. Adoro la tua testarda capacità di sfuggire al mio cucchiaio, di come ti inerpichi per il seggiolone pur di schivare il colpo. Io incasso rassegnata, sognando ( e illudendomi ) che al pranzo o cena successiva sarà diverso...
Poi a quattro mesi la novità del cucchiaino, hai cominciato a mangiare la frutta, mela o pera. Ne eri ghiotta.
E' poi arrivato il fatidico punto di passsaggio, il sesto mese. Sono cominciate le pappe, il cosidetto "salato", le farine di cereali, le minestre, i brodi, le pastine e poi la carne mixata o il pesce e i formaggi. All'inizio eri entusiasta, apprezzavi e lo dimostravi a chiare note, tanto che hai completamente abbandonato il piacere del mio latte. Io, sedotta e abbandonata, sono divenuta la tua fonta di nutrimento solo notturna. Ne ero anche dispiaciuta anche se mi sono detta: "E' normale, il passaggio a cibi nuovi ha svegliato in te nuove ed inesplorate papille gustative, ti lascio gustare il nuovo con estremo piacere".
E poi, cosa è accaduto? Cosa intendo? E' semplice: darti da mangiare è un vero delirio! Una impresa disperata!
Man mano sei sempre più interessata a sperimentare e conoscere nuovi gusti, curiosa di allunghi con il collo per vedere meglio il cucchiaino che faccio propendere verso la tua bocca notando come il colore del suo contenuto sia diverso da quello assaggiato poco prima ma dopo solo due cucchiaini/iate la tua curiosità è già stata soddisfatta e reputi già opportuno serrare la bocca! o anche ributtare il cibo da tutte le parte o farlo schizzare ovunque! Che impresa il pranzo o la cena. Ormai la pappa che tanto adoravi fino a poco tempo fa, ossia la mia minestra di verdure fresche (patata, cipolla, pomodoro, insalata, zucchini, zucca, sedano, carote, basilico, fagiolini) con tanto olio, parmigiano, pastina e carne - e non dell'omogeneizzato - ti è venuta a noia, impossibile portare a termine l'impresa.
E io, PUR DI farti mangiare, ne invento di tutte, sono disposta a scendere a compromessi con il buon senso, se tu mi chiedessi voglio il cuore di una antilope o un pezzo della crosta di Saturno o la fontana di Trevi in cucina o un unicorno canterino in dialetto sardo ADESSO ORA E QUI penso che escogiterei e troverei il modo di accontentarti, SOLO al patto di vederti mangiare senza storie.
Recentemente ecco cosa ho, nel mio piccolo, concesso di farti fare:
- di sparpagliare per tutta la cucina un cestino di arachidi con il guscio provando il metodo di farti giocare con tutte quelle noccioline marroni, risultato? hai mangiato due o tre cucchiai in più di quello che non avresti fatto senza tael rimedio ma, nel frattempo, la cucina sembrava una esplosione di cibo per scimmie;
- di giocare con i nostri cellulari e i telecomomandi del tv e del lettore DVD, fino al punto che ormai il cellulare di tuo padre sembra perennemente presente in cantiere edile, perchè tutte le volte che lo chiami si sentono suoni impossibili e irreali, il mio telefonino invece è stato letteralmente gettato via perchè lo hai immerso nel piatto con la minestra che dovevi mangiare ed era impossibile riuscire a sentire la mia voce per chi mi telefonana; i telecomandi per adesso sono salvi ma si tratta di minuti....;
- di gettare per tutta casa e di spiaccicare sul tuo seggiolone, che sembrava essere immerso in una tinozza di olio di arachide, una confezione intera di patatine fritte: avevo pensato che distrarti con quei dischetti gialli e friabili potesse distrarti dal tuo compito, mangiare, al punto di fartelo fare senza che tu ci pensassi troppo: missione fallita;
- di usare giochi che mi eri ripromesso di "non darti fino al compimento del tuo quinto anno di vita" perchè "troppo belli" o "troppo elettronici" o "troppo costosi per correre il rischio di rompersi" o "troppo delicati", ma anche in questo caso il mio VOLERNE PROVARE TUTTE è stato più forte: ormai i danni sono stati arrecati e i risaltati non compensano la rottura;
- di mettere sotto le tue grinfie i libri al momento della pappa perchè ovviamente si sarebbero macchiati ma, anche in questo caso, valeva la pena provare....
Sono stanchissima e abbattuta ma ormai so che, ALMENO PER ADESSO, non sei una mangiona e questa giostra di tentativi per darti un pasto completo è ormai parte del quotidiano. Mi fai impazzire lo stesso. Adoro la tua testarda capacità di sfuggire al mio cucchiaio, di come ti inerpichi per il seggiolone pur di schivare il colpo. Io incasso rassegnata, sognando ( e illudendomi ) che al pranzo o cena successiva sarà diverso...
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| "Mamma, se mi porti un unicorno che parla dialetto sardo, mangerò tutta la pappa!" "Ma certo amore, eccolo!" |
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martedì 25 gennaio 2011
Missione: sguazzare
Finalmente è arrivato. E' arrivato il nuovo anno e sopratutto gennaio. Gennaio è il mese che attendevo da circa quattro mesi se non di più, proprio dal momento in cui mi ero informata sui corsi di acquaticità. Non si tratta di una formazione per idraulici inesperti ma bensì i corsi in piscina per neo genitori e i loro piccoli, con "età" compresa dai tre mesi ai tre anni. Con suggerimento di una amica di una mia amica avevo chiamato la piscina collocata "sotto" lo Stadio Comunale e mi avevo informato della ciclicità di questi corsi e quello che più mi interessava era proprio quello del periodo gennaio-aprile 2011.
Ho atteso, ho atteso, anche tu crescessi (la preferenza di questo periodo riguarda anche il fatto che adesso tu hai 9 mesi e totale concezione dell'esperienza che stai facendo, consapevole e godereccia dell'esperienza-gioco molto più di qualche mese fa) fino ad arrivare alla prima lezione, quella di sabato scorso 22 genaio 2010!
Per l'impazienza ho svegliato tutti alle 8 (la piscina è qui vicino ma con la scusa che prima volevo andare a comprare un nuovo accappatoio ho buttato giù dal letto te e wappachi con tre ore di anticipo...) con lo scopo di "arrivare in tempo e avere la tempistica giusta per cambiarsi". Il corso della tua fascia va dalle 11.20 alle 12.15, non potevamo arrivare in ritardo! Anche se volessimo sarebbe stato impossibile...
La borsa era già pronta da giorni, meglio definirla "borsona" con asciugamani di ogni tipo, il mio accapatoio vecchio (che poi ha visto aggiungersi quello nuovo comprato un'ora prima dell'arrivo in piscina e per cui mai usato), il tuo accappatoio, il phon, un beauty-case stile vacanze-di-un-mese con creme e cremine, shampi, bagnidoccia, spazzole, il tuo meraviglioso nuovo costuMINO intero con tanto di fragole e gale, il mio nuovo costuMONE intero molto più rigoroso anche se con dettagli in rosa ma gran prevalenza di nero, e ancora la cuffia, le infredito, i vestiti per il dopo bagno, le nostre "collezioni" di intimo, insomma: un peso disumano.
Wappachi quando l'ha tolta dal bagagliaio dell'auto ha esordito: "Ma cosa ci hai messo dentro? Ma per caso ci sequestrano per due settimane dentro questa piscina?", incredulo della pesantezza e della relativa quantità di gadgets al so interno.
A me non interessava niente. Ero frenetica, euforica. inebriata. Non vedevo l'ora di entrare dentro, di entrare negli spogliatoi, di entrare nell'acqua con te.
Le regole prevedono che un genitore stia dentro l'acqua con il bimbo mentre un altro o un nonno o una zia o una amica/o stiano sul bordo vasca a collaborare con la persona che è in acqua.
Appena varcata la porta di ingresso ci siamo imbattuti in uno zoo di persone, di ogni tipo: chi era del tutto invernamente vestito co tanto di piumino e guanti e sciarpa perchè pronto a uscire o appena arrivato, chi mezzo nudo perchè già in costume ma ancora con le scarpe o i pantaloni chi invcce aveva sbagliato strada per accedere alla vasca e si aggirava con cuffia e costume in mezzo a chi assomigliava a un abitante del Polo Nord. Minuscoli cuccioli di uomo o appena camminanti si aggiravano tra gli adulti con i capelli bagnati o stanchi morti ululando magari anche per la fame.
Ho chiesto come ci si dovesse "comportare": dove spogliare il bambino, dove spogliare la mamma, chi doveva accedere alla bordo vasca come "assistente" se si dovesse mettere in costume, ecc......
Una gentile mamma mi ha fornito tutte le indicazioni: prima sul bordo vasca ti avrei dovuto spogliare e mettere il costume poi con l'aiuto di wappachi, io sarei andata a cambiarmi e sarei dovuta entrare nei pressi dalla vasca da un altro accesso. Ovviamente ho fatto casino e un bagnino, avendo capito la mia buona fede, me lo ha fatto notare senza toni di rimprovero. Ero troppo presa a vederti con la tenuta da piscina! in due secondi e mezzo ti ho spogliato e rivestito felice come una trota salmonata non appena, dopo kilometri e kilometri di fatiche, raggiunge il mare.
Mi sono fiondata a spoagliarmi anche perchè il tasso di umidità era altissimo se non di caldo, ci saranno stati 40°! il pensiero non poteva non andare alle numerose persone sugli spalti, amici e parenti dei cuccioli nuotatori che, del tutto vestiti con cappotti, pellicce, piumini e chi più ne ha più ne metta, se ne stavano con telecamere e fotocamere di ogni marca modello e prezzo a immortale ogni più piccolo gesto fatto dagli ignari protagonisti che sguazzettavano nelle cloriche acque.
Ma eccoci finalmente al momento tanto ambito: entriamO!!! Con l'aiuto di uno dei molti bagini/insegnanti presenti entriamo nella vascona. L'altezza dell'acqua è perfetta: per come sono alta molto spesso le piscine in cui "si tocca" sono troppo basse per me e se non fai esercizio la noia che subentra è che inizia a far freddo con solo metà corpo immerso e l'altro fuori, ma in questa piscina l'acqua mi arriva alle spalle per cui starci anche solo immersi è molto piacevole.
Tu non hai aspettato un secondo nel mostrare la tua gioia! Eri felicissima, presa dalla sguazzare come un pesce, all'inizio più timida per poi scioglierti per non dire scatenarti del tutto solo dopo venti minuti. Le parvenze che davi erano quelle della nuotatrice provetta, facendo muovere in su e giù le gambe e agitando all'impazzata le braccia.
Ma la fonte di soddisfazione più grande è stato quando una delle insegnanti mi si è avvicinata e dopo le prime presentazioni mi dice: "E adesso via con i tuffi ad immersione!".
Ho pensato: "Forse non ben capito....".
Invece avevo capito benone! Mi dice la prof.: "Adesso io la spingo come se fosse un tuffo sotto l'acqua e tu non appena riemerge da sola la prendi con entrambe le mani sottobraccio".
Parlava proprio di te, della mia cucciola di 9 mesi!
1, 2, 3...via! Ti prende e ti lancia sotto l'acqua, tu vai, entri sotto per poi riemergere tra le mie braccia, felice e sorridendo addirittura!
Abbiamo ripetuto l'esercizio per tre o quattro volte con i "BRAVA! BRAVA! Userò Dalia come esempio quando lo dovrò mostrare ad altri bimbi!" dell'insegnante, la mia gioia e il sorriso deficiente della madre che pensa "è mia figlia! è mia figlia!", tu bagnata come un pulcino e wappachi che dalle tribune si penzolava per farti il video di ogni movimento.
Dopo 45 minuti di ammollo abbiamo ritenuto fondamentale uscire, avevi delle manine lesse come se fossero zampette di galline in brodo. In fondo tra tre giorni è di nuovo sabato e una nuova lezione ci attende!
Ho atteso, ho atteso, anche tu crescessi (la preferenza di questo periodo riguarda anche il fatto che adesso tu hai 9 mesi e totale concezione dell'esperienza che stai facendo, consapevole e godereccia dell'esperienza-gioco molto più di qualche mese fa) fino ad arrivare alla prima lezione, quella di sabato scorso 22 genaio 2010!
Per l'impazienza ho svegliato tutti alle 8 (la piscina è qui vicino ma con la scusa che prima volevo andare a comprare un nuovo accappatoio ho buttato giù dal letto te e wappachi con tre ore di anticipo...) con lo scopo di "arrivare in tempo e avere la tempistica giusta per cambiarsi". Il corso della tua fascia va dalle 11.20 alle 12.15, non potevamo arrivare in ritardo! Anche se volessimo sarebbe stato impossibile...
La borsa era già pronta da giorni, meglio definirla "borsona" con asciugamani di ogni tipo, il mio accapatoio vecchio (che poi ha visto aggiungersi quello nuovo comprato un'ora prima dell'arrivo in piscina e per cui mai usato), il tuo accappatoio, il phon, un beauty-case stile vacanze-di-un-mese con creme e cremine, shampi, bagnidoccia, spazzole, il tuo meraviglioso nuovo costuMINO intero con tanto di fragole e gale, il mio nuovo costuMONE intero molto più rigoroso anche se con dettagli in rosa ma gran prevalenza di nero, e ancora la cuffia, le infredito, i vestiti per il dopo bagno, le nostre "collezioni" di intimo, insomma: un peso disumano.
Wappachi quando l'ha tolta dal bagagliaio dell'auto ha esordito: "Ma cosa ci hai messo dentro? Ma per caso ci sequestrano per due settimane dentro questa piscina?", incredulo della pesantezza e della relativa quantità di gadgets al so interno.
A me non interessava niente. Ero frenetica, euforica. inebriata. Non vedevo l'ora di entrare dentro, di entrare negli spogliatoi, di entrare nell'acqua con te.
Le regole prevedono che un genitore stia dentro l'acqua con il bimbo mentre un altro o un nonno o una zia o una amica/o stiano sul bordo vasca a collaborare con la persona che è in acqua.
Appena varcata la porta di ingresso ci siamo imbattuti in uno zoo di persone, di ogni tipo: chi era del tutto invernamente vestito co tanto di piumino e guanti e sciarpa perchè pronto a uscire o appena arrivato, chi mezzo nudo perchè già in costume ma ancora con le scarpe o i pantaloni chi invcce aveva sbagliato strada per accedere alla vasca e si aggirava con cuffia e costume in mezzo a chi assomigliava a un abitante del Polo Nord. Minuscoli cuccioli di uomo o appena camminanti si aggiravano tra gli adulti con i capelli bagnati o stanchi morti ululando magari anche per la fame.
Ho chiesto come ci si dovesse "comportare": dove spogliare il bambino, dove spogliare la mamma, chi doveva accedere alla bordo vasca come "assistente" se si dovesse mettere in costume, ecc......
Una gentile mamma mi ha fornito tutte le indicazioni: prima sul bordo vasca ti avrei dovuto spogliare e mettere il costume poi con l'aiuto di wappachi, io sarei andata a cambiarmi e sarei dovuta entrare nei pressi dalla vasca da un altro accesso. Ovviamente ho fatto casino e un bagnino, avendo capito la mia buona fede, me lo ha fatto notare senza toni di rimprovero. Ero troppo presa a vederti con la tenuta da piscina! in due secondi e mezzo ti ho spogliato e rivestito felice come una trota salmonata non appena, dopo kilometri e kilometri di fatiche, raggiunge il mare.
Mi sono fiondata a spoagliarmi anche perchè il tasso di umidità era altissimo se non di caldo, ci saranno stati 40°! il pensiero non poteva non andare alle numerose persone sugli spalti, amici e parenti dei cuccioli nuotatori che, del tutto vestiti con cappotti, pellicce, piumini e chi più ne ha più ne metta, se ne stavano con telecamere e fotocamere di ogni marca modello e prezzo a immortale ogni più piccolo gesto fatto dagli ignari protagonisti che sguazzettavano nelle cloriche acque.
Ma eccoci finalmente al momento tanto ambito: entriamO!!! Con l'aiuto di uno dei molti bagini/insegnanti presenti entriamo nella vascona. L'altezza dell'acqua è perfetta: per come sono alta molto spesso le piscine in cui "si tocca" sono troppo basse per me e se non fai esercizio la noia che subentra è che inizia a far freddo con solo metà corpo immerso e l'altro fuori, ma in questa piscina l'acqua mi arriva alle spalle per cui starci anche solo immersi è molto piacevole.
Tu non hai aspettato un secondo nel mostrare la tua gioia! Eri felicissima, presa dalla sguazzare come un pesce, all'inizio più timida per poi scioglierti per non dire scatenarti del tutto solo dopo venti minuti. Le parvenze che davi erano quelle della nuotatrice provetta, facendo muovere in su e giù le gambe e agitando all'impazzata le braccia.
Ma la fonte di soddisfazione più grande è stato quando una delle insegnanti mi si è avvicinata e dopo le prime presentazioni mi dice: "E adesso via con i tuffi ad immersione!".
Ho pensato: "Forse non ben capito....".
Invece avevo capito benone! Mi dice la prof.: "Adesso io la spingo come se fosse un tuffo sotto l'acqua e tu non appena riemerge da sola la prendi con entrambe le mani sottobraccio".
Parlava proprio di te, della mia cucciola di 9 mesi!
1, 2, 3...via! Ti prende e ti lancia sotto l'acqua, tu vai, entri sotto per poi riemergere tra le mie braccia, felice e sorridendo addirittura!
Abbiamo ripetuto l'esercizio per tre o quattro volte con i "BRAVA! BRAVA! Userò Dalia come esempio quando lo dovrò mostrare ad altri bimbi!" dell'insegnante, la mia gioia e il sorriso deficiente della madre che pensa "è mia figlia! è mia figlia!", tu bagnata come un pulcino e wappachi che dalle tribune si penzolava per farti il video di ogni movimento.
Dopo 45 minuti di ammollo abbiamo ritenuto fondamentale uscire, avevi delle manine lesse come se fossero zampette di galline in brodo. In fondo tra tre giorni è di nuovo sabato e una nuova lezione ci attende!
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lunedì 17 gennaio 2011
Piacevolmente, verticale
Sembrano passati anni e non poco più di un mese dalla scorsa volta in cui paravo di Te. E' cominciato il nuovo anno, quello in cui verrà festeggiato il tuo PRIMO anno di vita e per di più con festa indiana nel Kerala, 100% del tuo wappa e 50% tuo nonchè mio. Sono trascorse le feste natalizie costellate dai tuoi sorrisi e dalla gioia di chi vedeva la tua faccia di fronte al nuovo dono. Un Natale davvero speciale, GRAZIE.
Ma chi sei Tu in questo momento? Come potresti essere descritta?
TU adesso sei una scugnizza tutta pepe, all'anagrafe un "neonato" di nove mesi e una settimana oggi ma, credimi, nessun'altro sostantivo mi sembra più sbagliato per "definirti". Sei una esplosione di vitalità, dal primo momento in cui apri gli occhietti e cominci a cantare fino alla sera quando non ti fermi un attimo e corri (nel vero senso della parola) nel tuo lettino, scombinando l'ordine di piumone e cuscino.
La mattina, che nel 99% delle volte ti ritrovi in mezzo a noi nel lettone anche se solo arrivata da una o due ore al massimo (se ti svegli intorno le 6/7 mi sento legittimata a metterti in mezzo a noi, come fosse un premio ricompensa per aver passato la notte in "autonomia" dentro il tuo little bed), sei tu a svegliare noi. Cominci con tuo padre, come ieri mattina, gridando con tono di voce altissimo "wa wa wa wa" e battendo con una delicatezza da piccolo pachiderma le tue manine ripetutamente sulla sua faccia. Poi passi al mio di trattamento: idem, sbatacchi i palmetti sul mio viso gridando "mummu mummu mummu" se ancora non avessi percepito la tua ormai sveglia presenza. Faccio finta di non essermi svegliata e ti osservo con gli occhi semiuchiusi sogghinando dentro di me. A quesl punto, rassegnata , passi alle maniere umide cercando di baciarmi (penso...) cospargi la mia faccia di baci e slinguazzamenti. Che dire...un non delicato ma piacevolissimo inizio giornata!
Passiamo alla colazione (una breakfast già adulta direi fatta di yogurt - il mio latte è un privilegio che vuoi gustarti solo la notte, il biberon con latte artificiale è un qualcosa che non vuoi assolutamente avere, lo detesti! lo yougurt invece è di tuoi gradimento, che sia pappa reale&miele, banana, nocciola, cocco.... ) e al lavaggio e vestizione.
Adesso sì che sei pronta per l'esplorazione domestica: corri a quattro zampe ovunque diretta versa tutto cio' che non dovresti toccare:
- in primis, i cavi del telefono nell'ingresso. Ti ci aggrappi e mi guardi con aria di sfida sapendo bene come io non voglia e ogni volta ti gridi: "Dalia NO!!! quelli NO!!!" agitandoti il ditone in segnale di NO; tu mi guardi e, ASSOLTUTAMENTE CONSAPEVOLE di essere in una zona vietata, mi cominci a sorridere ruffiana come per dirmi " E DAI UN POCHINO...." e io che posso fare? mi verrebbe tanto da sciogliermi ma resto ferrea continuando nel mio monito....;
- stessa scena per i cavi del lettore dvd e tv, che in maniera più facilitata riesco a coprire e oscurare con il seggiolone;
- poi ci sono i cassetti che tanto adori perchè sai che sono contenitori di mille gadgets che vorresti avere tra le tue grinfiette: specie il cassetto in cucina è la tua meta preferita e non a caso più di una volta ti sei già chiusa le mani...;
- poi le foglie, quelle povere fresche e giovani nuove foglioline dei miei due ficus, ormai "battezzati" dai tuoi spregi: sia che tua sia sul divano in direzione di quello più grande che tu sia in terra a quattro zampe o nel girello (la tua Ferrari gialla) le violenze e torture alle floglie delle mie piante restano i tuoi hobby preferiti, ahimè....;
- poi la corsa verso la terrazza quando qualche volta, in giornate dominate da un sole quasi primaverile, apro la porta-finestra di cucina: lì quasi mi pice osservarti, lasciasndoti esplorare il "nuovo" (perchè alla fine dei conti sono una mamma che preferisce concedere - fino a quanto e quando è possibile - che la tua voglia di vedere e conoscere possa essere SODDISFATTA piuttosto che SOFFOCATA in stupidi e formali proibitismi).
La fase del pranzo ormai posso dire essersi piacevolemnte conclusa con una stazionaria positività: abbiamo passato fasi di crisi in cui mangiavi vermante poco, adesso invece non posso proprio lamentarmi anche se, devo dire, resti fedele ai tuoi MUST, ossia le cose devono essere fatte come tu vuoi: esclusivamente la minestra fatta da me con tutte le verdure fresche (non con altrettanto gusto mangi la pappa a base di brodo), pastina, solo parmigiano reggiano (tuttte le volte che ti ho dato il grana padano non hai mangiato la pappa, come se riconoscessi la superiore qualità del parmigiano, incredibile ma vero), olio d'oliva 100% italiano e senza differenze carne di manzo, coniglio, pollo, pesce, tuorlo dell'uovo - tutto freschissimo, banditi gli omogeneizzati. Devo dire che adoro la tua curiosità nel buttarti ad assaggiare il nuovo: anche se non sei una mangiona o dopo pochi cucchiai, finito l'assaggio, non ne vuoi più, bisogna ammettere che ti piace gustare cose nuove, aprendo la bocca e spalancando occhi incuriositi.
Ma la netta propensione che mi ha portato a scegliere il titolo di oggi è il tuo costante tentativo, ogni volta raggiunto, di alzarti in piedi! Ci è più che naturale pensare che prima dell'anno camminerai perchè ormai da qualche giorno sei in grado, da posizione seduta, di alzarti in piedi da sola, senza nessun nostro aiuto, appoggiandoti al divano, a una sedia o alla sponda del tuo lettino. E come ti piace stare verticale! Tante volte cerchiamo di rimetterti seduta per paura che tu possa sforzare le gambine ma...niente da fare! Ti irrigidisci come se fossi una canna di bambù palesando come ti piace sorreggerti solo sulle tue zampette senza l'aiuto della mani. Non resta che lasciarsi andare alle tue manovre, osservandoti e gioiendo di ogni tuo malestro e sornione sotterfugio in attesa del nuovo gesto quotidiano e miracoloso.
Ma chi sei Tu in questo momento? Come potresti essere descritta?
TU adesso sei una scugnizza tutta pepe, all'anagrafe un "neonato" di nove mesi e una settimana oggi ma, credimi, nessun'altro sostantivo mi sembra più sbagliato per "definirti". Sei una esplosione di vitalità, dal primo momento in cui apri gli occhietti e cominci a cantare fino alla sera quando non ti fermi un attimo e corri (nel vero senso della parola) nel tuo lettino, scombinando l'ordine di piumone e cuscino.
La mattina, che nel 99% delle volte ti ritrovi in mezzo a noi nel lettone anche se solo arrivata da una o due ore al massimo (se ti svegli intorno le 6/7 mi sento legittimata a metterti in mezzo a noi, come fosse un premio ricompensa per aver passato la notte in "autonomia" dentro il tuo little bed), sei tu a svegliare noi. Cominci con tuo padre, come ieri mattina, gridando con tono di voce altissimo "wa wa wa wa" e battendo con una delicatezza da piccolo pachiderma le tue manine ripetutamente sulla sua faccia. Poi passi al mio di trattamento: idem, sbatacchi i palmetti sul mio viso gridando "mummu mummu mummu" se ancora non avessi percepito la tua ormai sveglia presenza. Faccio finta di non essermi svegliata e ti osservo con gli occhi semiuchiusi sogghinando dentro di me. A quesl punto, rassegnata , passi alle maniere umide cercando di baciarmi (penso...) cospargi la mia faccia di baci e slinguazzamenti. Che dire...un non delicato ma piacevolissimo inizio giornata!
Passiamo alla colazione (una breakfast già adulta direi fatta di yogurt - il mio latte è un privilegio che vuoi gustarti solo la notte, il biberon con latte artificiale è un qualcosa che non vuoi assolutamente avere, lo detesti! lo yougurt invece è di tuoi gradimento, che sia pappa reale&miele, banana, nocciola, cocco.... ) e al lavaggio e vestizione.
Adesso sì che sei pronta per l'esplorazione domestica: corri a quattro zampe ovunque diretta versa tutto cio' che non dovresti toccare:
- in primis, i cavi del telefono nell'ingresso. Ti ci aggrappi e mi guardi con aria di sfida sapendo bene come io non voglia e ogni volta ti gridi: "Dalia NO!!! quelli NO!!!" agitandoti il ditone in segnale di NO; tu mi guardi e, ASSOLTUTAMENTE CONSAPEVOLE di essere in una zona vietata, mi cominci a sorridere ruffiana come per dirmi " E DAI UN POCHINO...." e io che posso fare? mi verrebbe tanto da sciogliermi ma resto ferrea continuando nel mio monito....;
- stessa scena per i cavi del lettore dvd e tv, che in maniera più facilitata riesco a coprire e oscurare con il seggiolone;
- poi ci sono i cassetti che tanto adori perchè sai che sono contenitori di mille gadgets che vorresti avere tra le tue grinfiette: specie il cassetto in cucina è la tua meta preferita e non a caso più di una volta ti sei già chiusa le mani...;
- poi le foglie, quelle povere fresche e giovani nuove foglioline dei miei due ficus, ormai "battezzati" dai tuoi spregi: sia che tua sia sul divano in direzione di quello più grande che tu sia in terra a quattro zampe o nel girello (la tua Ferrari gialla) le violenze e torture alle floglie delle mie piante restano i tuoi hobby preferiti, ahimè....;
- poi la corsa verso la terrazza quando qualche volta, in giornate dominate da un sole quasi primaverile, apro la porta-finestra di cucina: lì quasi mi pice osservarti, lasciasndoti esplorare il "nuovo" (perchè alla fine dei conti sono una mamma che preferisce concedere - fino a quanto e quando è possibile - che la tua voglia di vedere e conoscere possa essere SODDISFATTA piuttosto che SOFFOCATA in stupidi e formali proibitismi).
La fase del pranzo ormai posso dire essersi piacevolemnte conclusa con una stazionaria positività: abbiamo passato fasi di crisi in cui mangiavi vermante poco, adesso invece non posso proprio lamentarmi anche se, devo dire, resti fedele ai tuoi MUST, ossia le cose devono essere fatte come tu vuoi: esclusivamente la minestra fatta da me con tutte le verdure fresche (non con altrettanto gusto mangi la pappa a base di brodo), pastina, solo parmigiano reggiano (tuttte le volte che ti ho dato il grana padano non hai mangiato la pappa, come se riconoscessi la superiore qualità del parmigiano, incredibile ma vero), olio d'oliva 100% italiano e senza differenze carne di manzo, coniglio, pollo, pesce, tuorlo dell'uovo - tutto freschissimo, banditi gli omogeneizzati. Devo dire che adoro la tua curiosità nel buttarti ad assaggiare il nuovo: anche se non sei una mangiona o dopo pochi cucchiai, finito l'assaggio, non ne vuoi più, bisogna ammettere che ti piace gustare cose nuove, aprendo la bocca e spalancando occhi incuriositi.
Ma la netta propensione che mi ha portato a scegliere il titolo di oggi è il tuo costante tentativo, ogni volta raggiunto, di alzarti in piedi! Ci è più che naturale pensare che prima dell'anno camminerai perchè ormai da qualche giorno sei in grado, da posizione seduta, di alzarti in piedi da sola, senza nessun nostro aiuto, appoggiandoti al divano, a una sedia o alla sponda del tuo lettino. E come ti piace stare verticale! Tante volte cerchiamo di rimetterti seduta per paura che tu possa sforzare le gambine ma...niente da fare! Ti irrigidisci come se fossi una canna di bambù palesando come ti piace sorreggerti solo sulle tue zampette senza l'aiuto della mani. Non resta che lasciarsi andare alle tue manovre, osservandoti e gioiendo di ogni tuo malestro e sornione sotterfugio in attesa del nuovo gesto quotidiano e miracoloso.
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| Non appena ti aggreghi a qualche amichetto...già ti vedo impegnata in questa VERTICALE impresa! |
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