lunedì 14 febbraio 2011

Pur di...


Eppure eravamo partiti bene, intendo i primi mesi della tua vita: Cercavi il mio latte e ti facevi delle scorpacciate. Di notte ti svegliavi regolarmente ogni tre ore per la tua razione di latte materno.
Poi a quattro mesi la novità del cucchiaino, hai cominciato a mangiare la frutta, mela o pera. Ne eri ghiotta. 
E' poi arrivato il fatidico punto di passsaggio, il sesto mese. Sono cominciate le pappe, il cosidetto "salato", le farine di cereali, le minestre, i brodi, le pastine e poi la carne mixata o il pesce e i formaggi. All'inizio eri entusiasta, apprezzavi e lo dimostravi a chiare note, tanto che hai completamente abbandonato il piacere del mio latte. Io, sedotta e abbandonata, sono divenuta la tua fonta di nutrimento solo notturna. Ne ero anche dispiaciuta anche se mi sono detta: "E' normale, il passaggio a cibi nuovi ha svegliato in te nuove ed inesplorate papille gustative, ti lascio gustare il nuovo con estremo piacere".
E poi, cosa è accaduto? Cosa intendo? E' semplice: darti da mangiare è un vero delirio! Una impresa disperata!
Man mano sei sempre più interessata a sperimentare e conoscere nuovi gusti, curiosa di allunghi con il collo per vedere meglio il cucchiaino che faccio propendere verso la tua bocca notando come il colore del suo contenuto sia diverso da quello assaggiato poco prima ma dopo solo due cucchiaini/iate la tua curiosità è già stata soddisfatta e reputi già opportuno serrare la bocca! o anche ributtare il cibo da tutte le parte o farlo schizzare ovunque! Che impresa il pranzo o la cena. Ormai la pappa che tanto adoravi fino a poco tempo fa, ossia la mia minestra di verdure fresche (patata, cipolla, pomodoro, insalata, zucchini, zucca, sedano, carote, basilico, fagiolini) con tanto olio, parmigiano, pastina e carne - e non dell'omogeneizzato - ti è venuta a noia, impossibile portare a termine l'impresa.
E io, PUR DI farti mangiare, ne invento di tutte, sono disposta a scendere a compromessi con il buon senso, se tu mi chiedessi voglio il cuore di una antilope o un pezzo della crosta di Saturno o la fontana di Trevi in cucina o un unicorno canterino in dialetto sardo ADESSO ORA E QUI penso che escogiterei e troverei il modo di accontentarti, SOLO al patto di vederti mangiare senza storie.
Recentemente ecco cosa ho, nel mio piccolo, concesso di farti fare:
- di sparpagliare per tutta la cucina un cestino di arachidi con il guscio provando il metodo di farti giocare con tutte quelle noccioline marroni, risultato? hai mangiato due o tre cucchiai in più di quello che non avresti fatto senza tael rimedio ma, nel frattempo, la cucina sembrava una esplosione di cibo per scimmie;
- di giocare con i nostri cellulari e i telecomomandi del tv e del lettore DVD, fino al punto che ormai il cellulare di tuo padre sembra perennemente presente in cantiere edile, perchè tutte le volte che lo chiami si sentono suoni impossibili e irreali, il mio telefonino invece è stato letteralmente gettato via perchè lo hai immerso nel piatto con la minestra che dovevi mangiare ed era impossibile riuscire a sentire la mia voce per chi mi telefonana; i telecomandi per adesso sono salvi ma si tratta di minuti....;
- di gettare per tutta casa e di spiaccicare sul tuo seggiolone, che sembrava essere immerso in una tinozza di olio di arachide, una confezione intera di patatine fritte: avevo pensato che distrarti con quei dischetti gialli e friabili potesse distrarti dal tuo compito, mangiare, al punto di fartelo fare senza che tu ci pensassi troppo: missione fallita;
- di usare giochi che mi eri ripromesso di "non darti fino al compimento del tuo quinto anno di vita" perchè "troppo belli" o "troppo elettronici" o "troppo costosi per correre il rischio di rompersi" o "troppo delicati", ma anche in questo caso il mio VOLERNE PROVARE TUTTE è stato più forte: ormai i danni sono stati arrecati e i risaltati non compensano la rottura;
- di mettere sotto le tue grinfie i libri al momento della pappa perchè ovviamente si sarebbero macchiati ma, anche in questo caso, valeva la pena provare....
Sono stanchissima e abbattuta ma ormai so che, ALMENO PER ADESSO, non sei una mangiona e questa giostra di tentativi per darti un pasto completo è ormai parte del quotidiano. Mi fai impazzire lo stesso. Adoro la tua testarda capacità di sfuggire al mio cucchiaio, di come ti inerpichi per il seggiolone pur di schivare il colpo. Io incasso rassegnata, sognando ( e illudendomi ) che al pranzo o cena successiva sarà diverso...
                        

"Mamma, se mi porti un unicorno che parla dialetto sardo,
mangerò tutta la pappa!"
"Ma certo amore, eccolo!"