domenica 20 maggio 2012

Pensarti grande, pensarti piccola

Il filo del pensiero inganna e talvolta procede troppo rapido, più veloce del tempo reale. Ed eccomi fin troppo arrogante nel pensarti ormai grande, immaginando questo tuo attuale carattere in una ragazza, in una giovane donna, in una donna adulta. Ma subito dopo rientro in me e m’immergo nel rassicurante e tangibile presente. Guardo quello che sei oggi senza permettere alla mente di vagare, sobbalzare, talvolta vacillare. Dai tuoi venticinque mesi esplori il mondo con curiosità e fermezza. Ogni cosa da vedere o da toccare si trasforma in una sfida per te, per capire fin dove puoi arrivare, fin come e quando e fino a che punto sei in grado di superare l’obiettivo che tenacemente ti poni di fronte. Ti osservo mentre mi chiedi di chiudere la macchina da sola, di mangiare da sola, di lavarti le mani o i denti o tutto il resto da sola, di togliere il dvd dal lettore da sola, di accendere il computer da sola, di versare l’acqua nel bicchiere da sola, di chiudere la videocamera da sola, di fare il disegno da sola, nel mettere il sale nella pentola da sola e ancora e ancora e ancora da sola. Benvenuto tempo della consapevolezza, del volersi migliorare, nel mettersi in gioco da sola! Già a due anni? Ebbene sembrerebbe proprio così. Ti osservo con immaginifico stupore, penso che questa tua tenacia possa essere una perfida e salvifica doppia medaglia: perfida se imboccando la strada non-giusta non facilmente qualcosa o qualcuno potrà distogliere, salvifica perché se decidi di raggiungere una facile, media o difficile sfida non demordi e insisti, insisti e insisti fino ad ottenerla. Non c’è dato sapere, per fortuna. Piccola indianina mia, grazie per lo stupore che ogni giorno ci regali, per la meraviglia dei colori e della luce che in ogni istante irradi intorno a noi. Mi permetti di conoscere meglio anche me, di famri domande e molte volte di non avere le risposte. “Sarà giusto fare così?” o “Avrò preso la decisione migliore?” e “Non sarebbe stato meglio aver agito nell’altra direzione?” e ancora fino all’infinito. Ma ho capito che non ha senso restare infognati in enigmistiche trappole della mente. Sempre e comunque ci sarebbero e ci saranno dei bivi, della scelte da fare, una destra e una sinistra, un chiudere o un aprire. Possiamo scegliere di aprire solo una delle due buste, altrimenti sarebbe come andare all’ippodromo e scommettere su tutti i cavalli in corsa: di sicuro torneresti a casa con la vittoria nelle tasche ma con quale soddisfazione?!? E allora non resta che andare decisi e preferire una delle due opzioni, ora scegliendo di pancia e di istinto, adesso con la testa e la ragione. Che sia quel che sia. Io ce la metto tutta. In attesa anche di qualche risultato. Tu per adesso sei quello più grande e più difficile da gestire ma ti chiamano VITA.