mercoledì 22 giugno 2011

Ormai tu che


Ormai tu che implori di lavarti i dentini.
Implori me o tuo padre o tua nonna di portarti in bagno, prendere lo spazzolino con l’orsetto giallo e il tuo personalissimo dentifricio alla banana indicandoti i dentini. Adori procedere in questa operazione, anche più volte al giorno. Il dramma poi comincia nel momento di riporre gli strumenti all’interno dell’apposito porta spazzolini. Inutile cercare di spiegarti che lo spazzolino si è stancato e deve fare la nanna. Provi a convincerci griducchiando e dimenandoti ma ti facciamo capire che non è proprio il caso e, giusto il tempo, di percorrere il corridoio e hai già smesso (i nostri occhi parlano chiaro e forse hai capito che è davvero il caso di smettere).

Ormai tu che affronti una corsa folle verso il mare.
Lo conosci bene, lo riconosci. Il mare, il tuo  marino. Proprio come ieri. Tutte le volte che arriviamo sulla spiaggia, prima ti adagi sulla sabbia e poi, come una tartaruga che non potrebbe fare altrimenti, se non seguire il suo istinto e quanto la Natura pretende dalla sua esistenza, dai il via alla una folle (perchè sai di essere da me o tuo padre inseguita) corsa verso l’acqua marina. Vedi il mare con occhi speranzosi, lo adori! Rispolverando ormai la ben conosciuta tecnica a quattro zampe o, anche ben sicura, con la posizione verticale, ti avvii speranzosa di riuscire nell’intento, entrare nelle onde, sguazzare felice con le branchiette. L’intoppo arriva quando ti afferro e ti rendi conto che il sogno si è spezzato, infranto, scisso in milioni di frantumi. Io non ho scelta perché ancora l’acqua non è abbastanza calda, il sole non è ancora pronto per portare a termine il riscaldamento classico estivo. Si tratta  di poche settimane se non giorni ma per adesso non posso che stopparti e riportarti sulle dune di sabbia. Anche perché se fosse per te saresti ogni ISTANTE in acqua e di certo non è possibile!

Ormai tu che regali baci e abbracci a ogni tuo familiare e non solo.
Hai ben chiaro il concetto di affetto e che i baci e le “abbracciatine” rientrano nel dare&avere della sfera affettiva nonché il bacio è un ricambiare quanto facciamo o siamo per te. Hai capito il senso del ringraziare e del dare amore! La dolcezza dei tuoi abbracci non potranno mai essere spiegati a parole, neppure comprando a peso d’oro o petrolio ogni singola sillaba e consonante. Grazie, grazie, grazie.

Ormai tu che non sai neppure più cosa sia il “lettino di Dalia”.
Prima un mese in India, adesso il soggiorno dalla nonna in attesa che la nostra nuova casa sia pronta. Risultato? Dormi in mezzo a me e a wappachi ormai da fine marzo, che disastro! Tutti i mie tentativi - per altro anche andati a buon fine dandomi l’opportunità di cogliere ottimi risultati – di farti addormentare e dormire da sola, per un anno esatto, sono andati TUTTI E POI TUTTI in rovina. Ecco il senso del “Il ben di un anno in una bestemmia”. Arrivati a questo punto, sai bene che dormire vuol dire abbracciami o abbracciare wappachi e, nel mio caso, gustare il  mio ormai assente latte ma a te poco interessa! Basta avere vicino la presenza del mio seno, apprezzarne la presenza senza farti troppi problemi. Ecco il prossimo mio obiettivo: renderti l’autonomia del sonno, la consapevolezza che il tuo lettino è, come dormire con noi, un porto sicuro, culla per lasciarsi andare senza bisogno di svegliarsi in ogni momento per avere la certezza che io o tuo padre siamo lì.

Ormai tu che godi della visione delle pagine dei libri.
Che soddisfazione vederti sfogliare  i tuoi libri & librini & libretti più o meno cartonati, gustarne i colori, comprenderne le forme, accennare alle linee degli animali e a volte accennare anche strani versi che forse rimandano nel tuo immaginario alla voce di quella bestiolina. Insisterò sempre di più, fino ad esserne esausta, a farti comprendere la gioia che SOLO la pagina di un libro di può e ti potrà dare in tutta la tua vita. Mi sono convinta che non è mai troppo presto per cominciare e fin da subito non voglio perdere tempo, anche la più piccola occasione. Proprio una settimana fa ti ho comprato un libro che ho trovato delizioso, “Il libro delle mie prime parole”, adatto alla tua età, con solo 5/6 pagine ma ognuna coloratissima e in grado di poter sfogliare da sola (essendo alte tipo 1 cm!). Ti soffermi sulla farfalla e poi su pucha e su patthì, ma anche sul nasino del bambino e sui capelli della bambina. Vedo nei tuoi occhi il fascino verso il nuovo amico libro, me ne compiaccio convincendomi di non essermi sbagliata. Speriamo!

Ormai tu che ogni giorno, ma cosa dico, ogni ora, mi e ci stupisci.
Ci sorprendi con strane facce, con buffi suoni che ci regalano risate e inaspettata meraviglia.
Grazia patatina.


Sei così indaffarata nelle pulizie dei tuoi dentini
e per fortuna adesso hai solo il n° 1 e  n° 2,
tutti gli a ltri arriveranno ...e allora sì che ci sarà da lavorare!