E accadde: alzati e cammina!
Sono forse ormai secoli che non scrivo di te. Era intorno il 20 marzo, freneticamente prima della nostra partenza per l’India. E la partenza c’è stata, eccome. Siamo stati testimoni del tuo battesimo con il tuo secondo Paese. Abbiamo visto la passione negli occhi dei tuoi nonni, nell’amore che sprigionavano le braccia di tuo zio, la dolcezza negli occhi tua zia mentre ti osservava e giocava con te. Ti sei addormentata cullata dal suono del mare negli afosi pomeriggi e nelle più ventilate ma sempre caldissime nottate. Noi eravamo lì ad osservare il più bello dei miracoli. E’ stato un viaggio fatto di piacevoli quotidianità, di piccoli e grandi follie indiane.
Il tuo compleanno del tuo primo anno di vita ha portato molti frutti che permettano di annoverarti tra i “bambini grandi”, per come ti muovi, gesticoli, ti fai capire, parli, ti arrabbi e sei felice. La più grande passione, definibile spasmodica, ricade verso qualsiasi possibile gadget tecnologico (interruttore della luce, calcolatrice, computer, cellulare, telefono fisso, interruttore del lavastoglie, prese, caricabatteria, ecc….potrei continuare all’infinito basa che ci sia una parvenza di bottone da spingere e lucetta che sbrilluccica). Gli apparati telefonici sono comunque i preferiti. Ti avvicini la cornetta all’orecchio – non importa se anche alla rovescia – e inizi a dire “Ahhhhhhh!!! Ah…..ah….ah…..”, il tuo verbo prediletto. E noi non possiamo che darti ragione: “Ciao Bilillo, come stai? Vieni a trovarmi? Io sono dalla nonna, domani torno a casa mia Birillo, ti aspetto! Ciao ciao”.
Ma la sorpresa più grande me l’hai però riservata in Via Francesco da Barberino il 5 maggio 2011. Ormai era chiaro che il “camminare” sarebbe stato vicino ma sembrava non arrivare mai il momento SPECIALE. Dall’ottavo mese - se non prima - eri in gradi di sollevarti da sola in posizione eretta, al divano, al letto, alla sedia e poi anche ai mobili e ai muri, senza aver bisogno di chissà quale appiglio. Mi ero immaginata che poi, un giorno tra qualche mese, avresti avuto il coraggio di fare il grande salto nel buoi: staccarti dall’appiglio e fare uno, due o massimo tre piccoli passetti verso l’ignoto. Invece ci hai voluto stupire in grande misura! Io ero al piano cottura in cucina mentre tu stavi giocando appoggiata al divano con Amanda e Mummu (ossia la bambola di pezza che ti ho comprato a Milano, adorabile con i capelli neri lunghi e il vestito bianco e rosso a righe, mentre Mummu è il bambolotto regalato dalla Tata Ida ma ormai privo di due braccia e di una gamba, ridotto solo a un tronco e a una gamba piegata, tu l’adori comunque), a un certo punto con la coda dell’occhio cosa vedo? Vedo che tu stavi venendo incontro a me ormai a tre o quattro metri da divano, ridacchiando tra l’imbarazzato e il felice, barcollando come un alcolista di vecchio stampo. “Amore mioooooooooO!!!!!!!” ho iniziato a gridare dalla gioia!!!!! Tu eri consapevole della conquista fatta, di quale novità avessero intrapresero le tue gambe e tutto il tuo portamento. Ho chiamato subito wappachi facendogli prendere uno spavento incredibile gridando a squarciagola: “Basheeeeeeerrrrr!!! Dalia camminaaaaaa!”. Tuo papà si è preso uno spavento grandissimo non avendo capito bene cosa fosse accaduto…(Bashee ti chiedo ancora una volta scusa).
Adesso scorrazzi timida in giro per casa nostra e di tua nonna (dove praticamente passiamo gran parte del tempo avendo la nostra casa, ormai meglio dire “ex-casa” essendo ormai tutto inscatolato in previsione del trasloco che faremo tra due settimane…peccato però che la nostra VERA casa ancora è tutt’altro che PRONTA, sommersa di calcinacci e fili, tra le mani di idraulici, muratori, lo zio Titti Tutto-Fare…ma chi va piano va sano e ben lontano!) con lo stesso sorriso che hai sfoggiato alla tua prima camminata. Una vocina mi dice che ancora questo è ORO perché ancora non sei in grado di scattare con prontezza verso la meta che scegli. Quando accadrà, e di sicuro non mancherà molto, avremo molto ma molto più da fare….aiutooooo!
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